Il COVID ha inferto un duro colpo alle imprese di giochi e scommesse ma, anche nel primo trimestre dell’anno, il tessuto imprenditoriale italiano ha cercato di parare il colpo.

I dati della fine del mese scorso, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, portano a 63mila la stima in totale sulla mancata nascita di imprese da marzo 2020. Le incertezze dello scenario economico, tra attese sull’evoluzione della pandemia e prospettive di rilancio legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), influiscono anche sulle cancellazioni.

Per quanto riguarda il comparto delle scommesse, punti e sale giochi comprese, secondo i dati delle Camere di Commercio, risultano registrate 8.203 imprese, molte della quali localizzate nell’area Sud-Isole del territorio nazionale. Si tratta infatti di oltre il 50% del totale.

Le società di capitale registrate sono 4.198 [51,28%], 1.151 le società di persone, 2.803 le società di persone. Negli ultimi 13 anni le imprese di settore hanno registrato un progressivo trend di crescita, con un picco nel periodo compreso tra il 2014 e il 2017. Questi dati non comprendole le sale giochi con apparecchi di puro intrattenimento, ovvero senza vincite di denaro.