Sono ore convulse per gli operatori del gioco legale tenuti al rispetto delle disposizioni introdotte con una serie di provvedimenti tra i quali il decreto del 10 marzo 2020 che estende le misure di emergenza per il contenimento del Coronavirus in tutta Italia.

Stabilita la chiusura di tutti i punti di gioco, ovvero quelli la cui attività ‘principale’ è appunto la vendita di servizi di raccolta di gioco, restano aperti i bar e gli esercizi commerciali nei quali sono presenti apparecchi da gioco. In questo caso, come da norme estese a tutto il territorio, è previsto un orario di chiusura che va dalle 18.00 alle 6.00 del mattino. Anche se alcuni Comuni, in queste ore, hanno emanato ordinanze che ne dispongono la chiusura totale.

Ci si chiede perchè, in una simile situazione, non risultano chiuse le tabaccherie dove, come sappiamo bene, è prevista la rivendita di servizi di gioco e la presenza di slot.

E’ importante ricordare che sebbene sottoposti all’obbligo di garantire il divieto di assembramento e il rispetto della distanza di almeno un metro tra le persone, a questa tipologia di esercizi è vietato chiudere.

Legge n. 556 dell’8 agosto del 1977, stabilisce che i punti di raccolta debbano restare aperti al pubblico tutti giorni ad eccezione di quelli festivi.

Chiudere? Lo faremmo volentieri per tutelare noi stessi, la nostra famiglia e i nostri clienti. Anzi, sarebbe giusto chiudere tutte le attività. Ma noi non lo possiamo decidere. I tabaccai come noi si trovano nell’assurda situazione di dover chiedere il permesso allo Stato, pena la multa. Vendiamo articoli con il monopolio dello Stato, se dovessimo chiudere arbitrariamente potremmo essere sanzionati”, fa sapere un tabaccaio a proposito dell’emergenza di questi giorni.

Cosa dice la legge

Senza un particolare provvedimento indirizzato alle tabaccherie queste hanno l’obbligo di tenere aperto, un obbligo che nasce da un onere legale e contrattuale  che il ricevitore ha liberalmente sottoscritto e al quale non è dato porre deroghe. I comportamenti non in linea con quanto diposto possono dar  luogo all’irrogazione di pene pecuniarie disciplinari.