“Il gioco pubblico è uno dei settori che questa Commissione guarda, mi stanno arrivando moltissime segnalazioni da parte degli operatori di gioco pubblico a cui le più grandi banche italiane stanno negando l’apertura di conti correnti, negando prodotti bancari. Il gioco pubblico italiano rappresenta un indotto di oltre 100mila lavoratori, rappresenta da solo il 3% delle entrate tributarie dello Stato ed è soprattutto un presidio di legalità contro il gioco illegale. Voi siete imprese private e quindi lo Stato non può dirvi a chi prestare soldi o meno ma credo che escludere il gioco pubblico dai prodotti bancari possa rappresentare un problema in termini di inclusione bancaria e mettere in condizioni difficili un settore legale come quello del gioco pubblico. Dunque, chiedo se l’ABI può chiedere alle proprie associate di non chiudere il credito e di non impedire l’apertura di conti correnti agli operatori del gioco legale”. E’ quanto ha detto il deputato di Italia Viva, Massimo Ungaro, durante l’audizione del direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini, in Commissione Finanze della Camera.

Sabatini ha risposto: “Insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha la vigilanza su questo settore economico, stiamo cercando soluzioni compatibili con un quadro regolamentare europeo particolarmente rigoroso per quel che riguarda i controlli antiriciclaggio. Quello che noi oggi osserviamo è che il quadro normativo europeo richiede nei confronti di determinati soggetti delle verifiche rafforzate. Laddove queste verifiche non vengono superate o non vengono forniti gli adempimenti richiesti la banca deve, in adempimento a queste regole europee, o chiudere il conto o non consentire l’apertura del conto. Occorre, e su questo stiamo lavorando, trovare un meccanismo che consenta da un lato il rispetto della norma europea ma allo stesso tempo consenta ad operatori autorizzati e vigilati di continuare ad operare in un settore sicuramente importante anche per l’economia”.