“Le banche sono responsabili delle politiche aziendali relative alle concessioni di finanziamenti nel rispetto della normativa vigente, della trasparenza e correttezza verso i clienti, dei criteri di sana e prudente gestione. Le banche sono tenute a valutare il merito creditizio dei richiedenti dei finanziamenti e se ritenuto necessario, al fine di limitare i rischi connessi con l’erogazione, possono chiedere garanzie reali o personali”. Lo ha detto in Commissione Finanze alla Camera il viceministro all’Economia, Laura Castelli (nella foto), rispondendo ad un’interrogazione a prima firma Vita Martinciglio (M5S) sul tema delle criticità che caratterizzano i rapporti tra operatori giochi e banche.

“Nel caso di specifici comportamenti irregolari o scorretti la Banca d’Italia ha richiamato le iniziative a tutela della clientela, ricordando in particolare che un cliente, inclusa un’impresa, può in tali casi presentare un reclamo all’intermediario che è tenuto a rispondere entro 60 giorni dalla ricezione, ridotti in alcuni casi a 15 giorni lavorativi per i reclami che hanno per oggetto i servizi di pagamento. In caso di insoddisfazione sulla risposta ricevuta si può presentare un esposto alla Banca d’Italia. Inoltre l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha compiti in materia di pratiche commerciali scorrette anche nell’ambito bancario e finanziario. Si segnala che Adm interpellata in materia ha comunicato di aver effettuato migliaia di verifiche documentali e materiali sul possesso dei requisiti richiesti da parte degli operatori, sanzionando in caso di violazione o false dichiarazioni e sospendendo l’attività di operatori non in regola. Gli operatori del settore hanno rappresentato a più riprese le grandi difficoltà riscontrate nell’accedere ai servizi del mondo bancario in generale e al rilascio delle garanzie fideiussorie eccezionali per la gestione del gioco. Tali difficoltà sono state evidentemente aggravate a causa della sospensione dell’attività in relazione alla pandemia e al conseguente peggioramento dei parametri di affidabilità finanziaria valutati dagli istituti bancari. Tutto ciò ha comportato la presentazione da parte degli operatori del settore dei giochi di una prevalenza di garanzie provenienti da compagnie assicurative spesso estere che non sempre sono risultate affidabili dal punto di vista dell’efficacia sulla tutela della ragioni erariali. Adm ha inoltre evidenziato che si sono svolti sulla questione due incontri con Abi e la Banca d’Italia finalizzati all’analisi del superamento delle criticità esistenti, nel corso dei quali si è avuto modo di illustrare agli interlocutori le peculiarità del settore. L’Agenzia riferisce che da tali incontri sarebbe emersa, da parte della Banca d’Italia, l’impossibilità di imporre in via autoritativa agli istituti di credito un più consistente impegno nel settore dei giochi, poichè le linee di indirizzo di fonte unionale vincono le attività degli istituti nazionali, inserendo tutti gli operatori di gioco tra le categorie imprenditoriali con un più alto profilo di criticità nell’ambito della disciplina antiriciclaggio, a prescindere dallo stato effettivo dei parametri di valutazione. Da ciò conseguirebbe il rifiuto di tali banche di effettuare alcune prestazioni, quali il rilascio delle garanzie fideiussorie richieste per legge ai concessionari o l’apertura di conti correnti intestati ai dipendenti di dette società. In conclusione, preso atto di quanto appreso dall’Agenzia, nell’ottica di superare criticità e anomalie, la via più utilmente percorribile potrebbe essere quella di proseguire le interlocuzioni istituzionali avviate per favorire presso gli istituti bancari una migliore conoscenza delle caratteristiche nazionali del settore del gioco e delle sue peculiarità, anche rispetto agli operatori di altri paesi. Adm segnala infine che non sia da escludere anche la possibilità di definire protocolli di intesa con società di capitale pubblico che operano nel mondo creditizio e assicurativo, in modo da tracciare percorsi preferenziali per gli operatori di gioco in possesso di tutti i requisiti di solvibilità”.