Malta costretta a rivedere le misure contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Moneyval, una commissione permanente di esperti istituita dal Consiglio d’Europa per la valutazione della normativa ha dato a Malta un anno di tempo per sistemare la propria normativa o rischiare di essere inserita nella black list.

Solo pochi giorni fa nel corso di una conferenza sul gioco Claudia Callus, senior manager della sezione conformità presso l’Unità di analisi delle informazioni finanziarie, aveva dichiarato che durante le ispezioni in loco la maggior parte delle società di gioco ha sorpreso gli ispettori per il fatto che i loro sistemi antiriciclaggio si rivelassero solo “sulla carta”.

Le società di gioco infatti pare dispongano di sistemi antiriciclaggio molto rigorosi, ma solo in teoria, visto che nella pratica non sembra vengano utilizzati in modo efficace. Sul tema insomma le società di gioco avrebbero ancora molto da imparare. Callus ha spiegato infatti che il numero di transazioni sospette segnalate lo scorso anno è aumentato, a dimostrazione che le società di gioco hanno ben compreso il loro ruolo. Il problema, a quanto pare, sembra essere nella scarsa professionalità di qualche addetto. Dall’ufficio antiriciclaggio dell’Autorità di gioco di Malta fanno infatti sapere che a molti mancherebbero le competenze necessarie “per ricoprire adeguatamente il ruolo”. Si raccomanda più formazione, e in questo le autorità maltesi preposte si rendono disponibili a dare il loro sostegno. Nel corso dell’incontro è stato anche detto che “alcuni, nel settore, sembrano credere che chiudere il conto di un giocatore sia sufficiente a fronte di un ragionevole sospetto trovarsi di fronte ad un caso di riciclaggio di denaro”.  Presente all’incontro il segretario parlamentare per l’economia digitale Silvio Schembri ha dichiarato che il governo si è impegnato a trasformare Malta nella ” giurisdizione perfetta, ottimale finale”.  

Oggi la doccia fredda proprio sulla questione antiriciclaggio. L’organismo di controllo europeo Moneyval ha dato a Malta poco più di un anno per ovviare a una serie di carenze. Il comitato di esperti sulla valutazione delle misure antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo ha esaminato le leggi finanziarie di Malta e la loro applicazione dall’inizio del 2018. La valutazione ottenuta sarebbe scarsa. Moneyval valuta l’efficacia dei paesi nella lotta al riciclaggio di denaro in 11 aree chiave, denominate “risultati immediati”.

Per superare la valutazione, i paesi devono adottare leggi e regolamenti conformi e dimostrare che vengono adeguatamente applicati. 

Gli esperti possono dare una valutazione sull’efficacia – alta, sostanziale, moderata o bass – per ciascuna delle 11 sezioni. Per superare il test, un paese deve ottenere almeno un “sostanziale” in tre delle 11 sezioni. 

Secondo indiscrezioni Malta è riuscita a garantire questo punteggio solo in due sezioni: l’attuazione delle sanzioni internazionali e la cooperazione internazionale. 

Le aree in cui al paese è stato assegnato un livello basso includevano la gestione del rischio, le indagini sul riciclaggio di denaro, le azioni penali e la prevenzione del crimine finanziario.  

Se queste criticità non dovessero essere superate Malta potrebbe finire per essere considerata una “giurisdizione ad alto rischio”, il che potrebbe avere un impatto sulla sua economia dei servizi finanziari. Ma non solo. A Malta risulta registrate oltre 270 imprese gi gaming. Nel 2018 risultano attivi 18,138,064 conti di gioco, il 29 per cento in più rispetto al 2017.Ogni anno , solo di compliance contribution fee, le imprese versano circa 34 milioni di euro. Sono invece 6.000 gli impiegati nelle società di gioco con sede a Malta.

 

 

Commenta su Facebook