“I dati sono chiari, bisogna distinguere tra prima e dopo la pandemia. Prima 78.500 occupati diretti, 150mila considerando tutto l’indotto. 11 miliardi di euro di entrate, 14 miliardi di euro di valore aggiunto, 2 miliardi di euro di consumo indotto, 5 miliardi di effetti economici indiretti. La pandemia ha colpito il gioco legale in modo netto, che ci sia stato uno spostamento nell’illegale è evidente. I consumi sono crollati, ma in nessun settore fino a questo punto, quindi è chiaro che ci sia stato uno spostamento nell’illegale”.

Lo ha detto Carlo Cottarelli (nella foto), Economista, intervenendo a Roma all’evento “Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori”, organizzato da Lottomatica.

“Sui luoghi sensibili ci sono delle perplessità, penso ai cimiteri o le chiese, la regolamentazione presenta dei problemi anche perchè viene applicata in maniera diversa a seconda della zona. Cosa dovrebbe fare lo Stato con la ludopatia? Dovrebbe preoccuparsi di scoraggiare gli eccessi indipendentemente dal fatto che stai giocando legalmente o illegalmente. Norme che riducono la pubblicità del gioco sono per me utili, la pubblicità induce infatti a giocare sia legalmente che illegalmente, c’è poi l’istruzione, l’autoesclusione, sono elementi che vanno a curare le situazioni di eccesso. Giocare è divertente, lo Stato dovrebbe quindi colpire gli eccessi. Ci sono tre cose principali che gli investitori hanno messo in passato al primo posto  come disincentivazione ad investire: la tassazione, la burocrazia e la lentezza della giustizia. Qualcosa si sta facendo”.