“La relazione della Corte dei Conti ha fatto risuonare un grido di allarme, utilizzando come parametri la spesa complessiva e il tempo dedicato al gioco d’azzardo. Sorprende che il governo non abbia messo in evidenza misure concrete a sostegno dei giovani per evitare questa deriva personale e sociale che brucia risorse economiche e impoverisce il loro spirito di iniziativa. Nulla è stato fatto a favore di questi soggetti, che col tempo diventano sempre più problematici. Nulla è stato fatto neppure per scoraggiare il gioco d’azzardo nonostante sia evidente anche il maggior ricorso dei giovani e dei giovanissimi all’alcol e alle droghe. Il nostro evidentemente non è un Paese per giovani ma è urgente che lo diventi predisponendo iniziative positive a favore dello studio, dello sport, del loro inserimento nel lavoro. Abbandonarli a se stessi significa assumersi la responsabilità delle loro potenziali dipendenze e non riuscire a tirarli fuori dall’inferno delle droghe che qualcuno vorrebbe depenalizzare per facilitarne uso e abuso”.

Commenta così Paola Binetti (nella foto), senatrice dell’Udc, la relazione della Corte dei Conti sul gioco patologico.

“Non c’è dubbio – prosegue – sul fatto che gli adolescenti siano tra i più colpiti da questa prolungata pandemia, che rende difficile andare a scuola, fare sport, ritrovarsi per le classiche feste giovanili. Contestualmente è aumento il livello delle dipendenze che la casistica più tradizionale e il lessico comune portano a ricondurre all’abuso, da parte di soggetti, per lo più vulnerabili, di sostanze stupefacenti o di bevande alcoliche. Quella connessa ai diversi giochi d’azzardo si è manifestata solo di recente, raggiungendo un livello di espansione e di allarme sociale”.

“L’obiettivo – conclude – è quello di predisporre un’azione coordinata di interventi normativi, di natura preventiva diretti a contrastare gli effetti del disturbo da gioco d’azzardo (DL n. 87 del 2018). Ma il problema vero è che lo Stato ha il Monopolio dell’Agenzia, attraverso la quale gestisce anche il gioco d’azzardo. Un evidente e clamoroso conflitto di interesse, per cui da un lato il governo guadagna molto dal gioco e dall’altro tenta di ridurre gli effetti più clamorosi della dipendenza che contribuisce a sviluppare. Per ovviare, solo molto parzialmente, a questa situazione paradossale, è stato stabilito un fondo, coperto dalle entrate fiscali relative al gioco d’azzardo, gestito dal Ministero della Salute per contrastare gli effetti della dipendenza dall’azzardo”.