“Ho sempre letto il tema del gioco in ottica patologica, ma è chiaro che non è questa l’unica chiave. Serve comunque attenzione controllata e selettiva. La nostra attenzione è sulla compulsività del gioco. Per questo si possono attuare diverse misure. Altro aspetto importante è la moltiplicazione dei punti di gioco, bisogna contingentare i tempi di gioco in spazi e tempi appositi. L’offerta attuale va decisamente al di sopra di quella che è un’offerta normale. Ci deve essere il piacere di giocare, ma senza esagerare, noi combattiamo quello che abbiamo letto come un atteggiamento di chi ha trattato questo tema in modo ossessivo, con eccessiva offerta di gioco. In tempo di impoverimento generale, noia generale, disoccupazione generale bisogna evitare che le persone cadano nella trappola del gioco. Non dobbiamo poi dimenticare il gioco online, che non solo crea dipendenza ma anche scarsa consapevolezza di quanto ho giocato e perduto. Qui oltretutto l’illegalità è molto forte”.

Lo ha detto la senatrice Paola Binetti (Udc), intervenendo alla tavola rotonda “Il gioco buono: un alleato contro l’illegalità”.

Il deputato Roberto Novelli (Fi): “Siamo di fronte a uno dei paradossi italiani. L’impalcatura costruita provoca anche conseguenze negative sui cittadini, anche per questo io sono convinto che la cosa importante sia realizzare un testo unico. Lo Stato incassa circa 10 miliardi di euro, è disposto a rinunciare a una parte di questi introiti? O si aumenta la tassazione sui concessionari riducendo la loro capacità di sopravvivenza oppure si mettono dei freni precisi, si comincia a dire che non si possono più fare determinati giochi. Noi abbiamo dato delle regole ai cittadini e ai concessionari, ma queste regole vengono continuamente cambiate. Basti pensare al distanziometro. E’ inaccettabile che ci sia la retroattività del distanziometro. Infine ci sono alcune aree del Paese che si confrontano continuamente con il gioco del Paese vicino, come la Slovenia. Bisogna avere contezza dei dati reali sulle patologie, mi sembra che si vada più ad istinto e non ci si basi su dati reali, valutando le vere conseguenze del gioco legale”.

Il deputato Raffaele Trano (Misto): “Il Covid ha generato grossi danni in ambito economico e il gioco legale è tra quelli più colpiti. Per le entrate erariali c’è stata una perdita accertata di circa 5 miliardi, con 150mila operatori del settore coinvolti. In merito alla tassazione serve fare un ragionamento. Il settore crea un giro di affari passato da 20 a 100 miliardi, con la tassazione che è stata aumentata in modo indiscriminato, basti pensare al Preu. Anche queste attività sono esercizi commerciali in piena regola. Pare ci sia la volontà di proibire queste attività legali, invece bisogna dare serenità agli imprenditori di questo comparto. L’alternativa è il gioco illegale. Bisogna riconsiderare questo approccio ideologico contro il settore e fare una riforma al più presto. Chi è oggi al Governo faccia chiarezza”.

Il senatore Gilberto Pichetto Fratin (Fi): “Il gioco determina il 3% delle entrate del bilancio dello Stato. La legislazione concorrente a livello regionale ha portato tutta una serie di problematiche, troppe decisioni assunte con eccessiva emotività. La ludopatia è una questone importante che dobbiamo porci a livello sanitario, ma allo stesso tempo il gioco è un elemento con cui ci dobbiamo confrontare e che quindi va regolamentato. L’unico meccanismo con cui continuare è quello della concessione. Da parte nostra massimo coinvolgimento, lo stesso che chiediamo al Governo per partecipare al percorso di riforma complessiva. Avere poteri legislativi concorrenti su questi temi serve solo a creare situazioni di confusione. Gli interventi spot fanno solo sì che proliferi l’illegalità, con conseguenze negative sullo Stato e sulle persone”.