Eugenio Bernardi, operatore e consulente del comparto dell’apparecchio da intrattenimento scrive al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini a proposito delle misure di sostegno previste per le imprese danneggiate a seguito dell’emergenza COVID.

“Nemmeno stavolta avete previsto il mio comparto dei giochi art. 110 comma 6 e quello comma 7 dei videogiochi, produzione e gestione sale giochi e non solo sale slot o vlt, escluse per il vostro negligente comportamento demagogico che non considera tali attività legali e riconosciute dallo Stato (che ne ricava miliardi annui) che danno lavoro a migliaia di persone. Non considerare un settore chiuso dal mese di novembre, significa non capire il proprio territorio con centinaia di imprese chiuse e senza ristori come la mia, signfica non capire che ci sono tante attività di vendita che ruotano attorno al comparto non comprese nei ristori statali: Ateco 26.40.02 – 34.40.10 (fabbricazione apparecchi da gioco e quelle riferite alla gestione dei medesimi), 92.00.02 (gestione apparecchi con vincita in denaro), 93.29.30 (sale giochi e biliardi).

Presidente Bonaccini mi irritano a volte le sue uscite televisive dove gonfia il petto e vanta successi da deux et machina. Ora che non è più Presidente della Conferenza delle Regioni, spero trovi il tempo di dedicarsi maggiormente alla nostra regione e alle problematiche economiche dovute al Covid.

Siamo stanchi e sfiduciati da una Regione miope così come anche dall’assessore Corsini, incontrato più volte in passato, che dimentica volutamente o negligentemente il settore del gioco da intrattenimento per famiglie e non solo. Molto meglio hanno fatto altre Regioni limitrofe come la Liguria di Toti, più concreto e meno demagogico, che tali contributi li ha concessi.

E’ sbagliato non considerare un settore legale e autorizzato dallo Stato, su cui voi come Regione avete fatto anni fa una legge sulle distanze dai luoghi sensibili pensando di risolvere il problema della ludopatia o DGA (disturbo da gioco d’azzardo). Una legge che prevede distanze di 500 metri da certi luoghi sensibili, mentre esiste il problema del gioco problematico anche oltre i 500 metri, o no? Avete vietato alcuni giochi ai minori, giochi elettromeccanici come le “tickets redemption” pensando che istigassero o favorissero comportamenti ludopatici, mentre sono giochi innocui che distribuiscono tickets (o tagliandi bonus) cumulativi e anche gratuiti che danno accesso a premi di modesto valore, dove il problema non è il gioco in se ma forse l’istigazione all’accumulo dei tickets e al valore del premio in palio.

Attendo cortesemente risposte e azioni concrete e non chiacchiere nei talk show. Mi attenderei anche qualche intervento da parte dei consiglieri, di ogni colore politico della mia provincia, magari solo per capire la situazione del comparto, visto che allo spettacolo viaggiante tale contributo è stato comunque concesso”, conclude Bernardi.