“Le proroghe non onerose? Penso sia impossibile. Dal mio punto di vista avevo sostenuto le proroghe in funzione del riordino. Oggi lo Stato non saprebbe che bandi fare, perchè non è risolta la questione della distribuzione territoriale in accordo con gli enti locali e non è completato il circuito del controllo a distanza. La mia idea era di prorogare tutto al 2023, nel frattempo si faceva il riordino e a quel punto si poteva partire con un sistema omogeneo. La Ragioneria ha però fermato tutto perchè nei tendenziali aveva già messo le previsioni di incasso delle gare. Ma se non le fai e non le potrai fare, quelle previsioni di entrata non le avrai. A un certo punto il nodo si affronterà in sede di rendiconto più che di preventivo. Al di là della questione finanziaria penso che ci stia l’idea di fare una proroga organizzata di tutto per due anni, inserendo nella norma che decide la proroga l’impegno al riordino entro una certa data. In questo modo secondo me ci starebbe anche un po’ di onerosità della proroga. Per me sarebbe ancora attuale l’idea di fare una proroga generalizzata per un tempo stabilito con la condizione obbligatoria che nel frattempo ci sia il riordino”.

Lo ha detto Pier Paolo Baretta (nella foto), già Sottosegretario al MEF con delega ai giochi (PD), rispondendo al presidente di Acadi, Geronimo Cardia, nell’ambito del convegno annuale dell’Osservatorio del gioco all’Università di Salerno.