“Il 2012 è stata la svolta. Questo viene riconosciuto, anche nel settore scientifico. Noi venivamo da 20 anni nei quali il rapporto tra lo Stato e il gioco d’azzardo non era esente da pecche. In particolare negli ultimi 5 anni, dal 2006 al 2011 avevamo assistito in una progressiva dello Stato come imprenditore dei giochi. Si incentivava il gioco d’azzardo in ogni modo. Dal 2012 c’è stato un cambiamento con la tutela della salute e dei minori, dell’ordine pubblico, degli interessi economici ed erariali. Della normativa del 2012 non è stata attuata la pianificazione nazionale, ma questo non ha avuto un impatto particolarmente forte. E’ stata una norma che ha avuto impatto, certo non lineare, i tanti interessi concentrati sul gioco d’azzardo impediscono che ci sia linearità, ma l’importante è che la marcia sia delineata”.

Lo ha detto Renato Balduzzi (nella foto), già Ministro della Sanità, nell’ambito dell’evento “Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori”, organizzato da Lottomatica.

“Sulla comunicazione informativa si può fare di più, l’importante è fare intanto quello che le regole prevedono. Le limitazioni orarie possono favorire la criminalità organizzata? Credo si debbano andare a vedere i rapporti dell’Antimafia. Le regole di cautela vanno prese per quello che sono, se si prende atto che una certa regola non funziona certamente si può cambiare. Bisogna alzare il livello del confronto. Al tavolo dell’Osservatorio sul gioco può starci sicuramente anche il settore, ma non per bilanciare una composizione troppo legata alla gerarchia degli interessi pubblici, ma solo per fornire un supporto sui dati da parte di chi opera direttamente nel comparto”.