“Come è noto l’Eurispes ha sviluppato diversi studi sull’offerta del gioco, affrontando anche le leggi regionali e i regolamenti comunali che ne disciplinano lo svolgimento, l’impatto socio-sanitario, le dimensioni e le problematiche della filiera dell’offerta legale. In questo intervento mi concentrerò su di un tema particolarmente rilevante nell’attività dell’Istituto: quello della legalità. Come saprete, recentemente l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha costituito con Eurispes una Tavolo permanente sui temi della legalità e delle infiltrazioni malavitose e della criminalità organizzata in un’ampia serie di attività economiche e, tra queste, specificamente nell’area del gioco. Questa ulteriore importante partnership è nel solco di altre iniziative dell’Istituto tra le quali spicca il Protocollo d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, recentemente rinnovato”. E’ quanto dichiara Alberto Baldazzi (nella foto), Vice Direttore dell’Istituto di Ricerca Eurispes, al webinar organizzato da Acadi dal titolo “Analisi dell’impatto sociale del settore del Gioco Pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della L.R. 5/2013”.

“Nell’ambito dell’attività del contrasto all’illegalità nell’area dell’offerta del gioco, l’Eurispes ha segnalato i rischi che l’eccessiva compressione dell’offerta legale, che giunge spesso a determinare un effetto espulsivo attraverso l’applicazione del così detto “distanziometro” e la forte limitazione delle fasce dell’offerta, non solo può determinare, ma alla prova dei fatti, determina effettivamente il dissodamento di vere e proprie praterie per l’offerta illegale. Ciò è già dimostrato per il Lazio, in cui gli orari sono limitati in modo asfissiante da anni, in un trend che si rafforzerà dal prossimo giugno per l’applicazione del “distanziometro”. Ancora più nettamente ciò vale per il Piemonte, dove già dal 2017 è in vigore una legge che, consapevolmente o meno pe chi la ha prodotta, comporta una sostanziale espulsione dell’offerta del gioco pubblico. Sul distanziometro l’analisi tecnico-scientifica portata a termine da l’Eurispes sul piano urbanistico ha dimostrato sia per il Piemonte che per il Lazio, come precedentemente avvenuto per la Puglia, che l’effetto espulsivo non è una possibilità, bensì una certezza. Le mappature prodotte, ad esempio, per le città di Torino e di Roma producono percentuali residuali di insediabilità per l’offerta di gioco pubblico in entrambi i casi ben sotto l’1% dei rispettivi territori comunali).

Analoghe evidenze sono state riscontrate a livello di limitazioni di orari per fasce stringenti non sostenibili che, di fatto, mettono a rischio la tenuta economica della filiera. A questo proposito, e in riferimento alla situazione del Lazio, vorrei togliermi a nome di Eurispes il classico sassolino. Quando lo scorso ottobre l’Istituto ha presentato la Ricerca, di fronte ai dati dell’insediabilità del gioco pubblico nel territorio della Capitale dopo l’applicazione del distanziometro, che nella nostra mappatura sono ridotti ad una percentuale dello 0,7%, ci saremmo aspettati delle contestazioni da parte delle competenti autorità regionali, invece la mappatura di Roma Capitale ha riscontrato un assordante silenzio. Tornando al tema del rischio dilagante di offerta illegale di fronte a eccessive compressioni di quella legale – su cui incentra il mio odierno intervento- , le analisi del nostro Istituto si sono avvalse dei contributi di importanti Magistrati e di rappresentanti delle forze investigative, nonché della stessa Adm. I dati dello studio portato a termine da Eurispes erano già allarmanti. Qui di seguito quelli raccolti dalla Guardia di Finanza e dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.

I DATI DELLA GUARDIA DI FINANZA SUL GIOCO ILLEGALE E LE RISULTANZE DELL’AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI

Gli interventi finalizzati al contrasto del gioco illegale e irregolare eseguiti dai competenti Reparti del Comando Regionale Lazio della Guardia di Finanza segnano un aumento nell’anno 2018, essendo passati da 315 nel 2017 a 566 nell’anno successivo. Crescono le violazioni riscontrate passate da 123 nel 2017 a 165 nel 2018. I dati relativi ai sequestri restituiscono, invece, un netto divario tra gli apparecchi da gioco sequestrati nel 2017 (139) e quelli oggetto di sequestro nel 2018 “14”. Tuttavia, se nel 2017 il PREU “evaso” accertato risulta pari a zero, lo stesso ammonta a euro 71.385 nel 2018. Sono in aumento i punti clandestini di raccolta scommesse oggetto di sequestro (passati da 11 nel 2017 a 25 nel 2018) mentre riguardo ai cosiddetti “Totem” non si registra alcuna misura cautelare per il 2018 (a fronte di 3 sequestri eseguiti nel 2017). Anche riguardo alla raccolta illegale delle scommesse, l’andamento relativo all’imposta unica “accertata”, risulta inverso a quello dei sequestri, evidenziando nel 2017 la somma di euro 34.450 a fronte di alcun importo per il 2018. A completamento si richiama il Libro Blu 2018 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che nella sezione Giochi, relativamente ai controlli e accertamenti eseguiti nella Regione Lazio, indica un totale complessivo di 1.569 violazioni amministrative ed un’imposta accertata pari a euro 38.675.562 a fronte di 622 sanzioni irrogate. Se l’imposta evasa riguarda il settore scommesse per euro 38.459.163 (con un residuo riferibile al segmento AWP di euro 216.399), le violazioni amministrative complessive accertate per le AWP sono pari a 281, rispetto alle 8 comminate nel segmento scommesse. Inferiore il divario delle violazioni penali, che sono 17 nell’area scommesse e 11 nell’area apparecchi da gioco. Le aree dell’illecito attenzionate dall’ADM ricadono essenzialmente i seguenti comparti: il gioco fisico/on line, mediante i cosiddetti “Totem”; il gioco on line effettuato mediante i CTD (Centri Trasmissione Dati) o i PDR (punti di ricarica); l’alterazione degli apparecchi da divertimento (slot).

I controlli di ADM interessano, oltre ai concessionari, anche gli esercizi di gioco, il web e le apparecchiature o piattaforme di gioco (con il supporto di Sogei, partner tecnologico di ADM).
Con particolare riguardo agli esercizi di gioco i controlli consistono in accertamenti condotti dal personale ADM sul territorio e sono indicati in costante aumento: nel 2017 l’attività di verifica ha riguardato più di 35.000 esercizi, oltre il 33% del totale, inclusi quelli in cui si effettua gioco senza autorizzazione. L’attività finalizzata all’inibizione dei siti web irregolari registra, nell’arco di tempo dal 2006 al 2018, un totale di siti “oscurati” pari a 8.009, e nel 2018 se ne registrano 1.042, quasi il doppio di quelli del 2017.

“E’ del tutto evidente che il prolungamento della chiusura forzata del comparto a causa della pandemia – prosegue Baldazzi – per ormai 10 mesi su 14 da marzo 2020, rappresenta la cosiddetta “Prova del 9” di quanto indicato nelle ricerche portate e termine da Eurispes: le autorità investigative non hanno mancato di rappresentarlo anche nelle sedi ufficiali. Ed a tal fine mi limito a ricordare quanto da ultimo dichiarato: dall’allora Capo della Polizia, Franco Gabrielli ad aprile 2020 “La chiusura delle sale giochi e l’interruzione delle scommesse sportive e dei giochi gestiti dai Monopoli di Stato potrebbero aumentare il ricorso al gioco d’azzardo illegale online”; dall’Agenzia Dogane e Monopoli più recentemente “Il gioco illegale, secondo alcune stime, per volume è paragonabile al gioco legale”; l’emergenza COVID ha già accelerato la ripresa dell’offerta illegale in quanto l’Agenzia riporta anche che “Dalla chiusura a seguito del lockdown il CoPReGI, Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, è intervenuta in tutte le regioni d’Italia, in 50 capoluoghi di provincia, ha controllato 250 sale illegali e comminato sanzioni per oltre 1 milione di euro”; dal direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, Claudio Clemente, nella relazione per la Commissione Parlamentare Antimafia “Gli alert antiriciclaggio relativi al settore giochi hanno registrato nel 2020 «una complessiva contrazione (-11% rispetto al 2019) attribuibile alle misure restrittive imposte per la gestione dell’emergenza». Il calo «ha interessato gli operatori tradizionali dei comparti slot machine, videolottery e sale bingo, a fronte di un aumento di segnalazioni riferite al gioco online (+67%)», si legge. Le difficoltà degli operatori abilitati, però, «hanno ampliato le opportunità di esercizio illegale o abusivo delle attività»”. In conclusione del mio intervento, non posso che rifarmi all’esigenza (a parole) ampiamente condivisa di un organico riordino del settore dell’offerta del gioco pubblico, nello spirito e almeno in parte, nella lettera di quanto stabilito dall’Intesa Stato – Regioni-Autonomie locali siglata all’unanimità il 7 settembre 2017, lamentando che in molte aree del Paese è risultata, però, una “lettera morta”. Ma, tornando al tema dell’illegalità, il settore difficilmente sarà in grado di recepire il riordino, per il quale comunque i tempi non sono immediati, se non viene messo in grado di arrivare vivo alla metà. Nel Lazio, ad esempio, l’entrata in vigore del distanziometro il prossimo agosto precluderà qualsiasi ipotesi di successiva riorganizzazione, in quanto la filiera sarà sostanzialmente disarticolata, a vantaggio dei soggetti illegali. E’ bene che gli Amministratori ne siano consapevoli”.