L’avvocato Marco Ripamonti esprime alcune considerazioni sull’ipotesi di riordino del settore del gioco pubblico.

“Soltanto alcuni spunti di riflessione provenienti dalla mia esperienza sul campo”, commenta Ripamonti.

“Credo che, prima di tutto, il riordino debba transitare per una concreta ed effettiva dignità che va attribuita, riconosciuta e salvaguardata verso tutte le aziende operanti nel gioco lecito, fisico e a distanza, da intrattenimento e a vincita in denaro. Per esser pratici e fare un esempio, non deve più accadere che un istituto bancario possa permettersi di risolvere o negare un rapporto contrattuale nei confronti di aziende operanti nel settore per non meglio specificati motivi etici o per astratte ipotesi connesse al rischio di infiltrazioni di criminalità organizzata.
Il gioco d’azzardo di Stato, ma anche in tutte le sue forme di intrattenimento, è una realtà voluta dal legislatore, consolidata ormai da molti anni anche e soprattutto per esigenze erariali, piaccia oppure no, e pertanto ogni atteggiamento o provvedimento discriminatorio verso le aziende che vi operano va evitato e sanzionato perché si pone contro la Costituzione. Il riordino deve passare, pertanto, attraverso questa consapevolezza.
Ed ancora: regole chiare ed omogenee. Diverse fattispecie, sopratutto di rilevanza penale vanno tipizzate in ossequio ai principi di legalità e tassatività, affinché non si abbiano spazi eccessivi rimessi all’interpretazione, con soluzioni giudiziarie spesso suscettibili di generare paradossi. Analogo discorso per tutto l’apparato sanzionatorio amministrativo dove spesso troviamo forbici troppo ampie riguardo alle entità delle sanzioni, con margini di discrezionalità applicativa troppo estesi ed irragionevoli.
La materia delle distanze, degli orari e del contingentamento va inquadrata in modo coerente ed omogeneo. Non si può più tollerare che un’intesa Stato Regioni non venga recepita in un provvedimento legislativo, consentendosi così ad una amministrazione comunale schierata di boicottarne i contenuti, come è accaduto a Roma con gli orari di attività degli apparecchi a vincita in denaro. Ne’ è possibile tollerare che comuni limitrofi possano istituite regole in materia di orari e distanze da luoghi sensibili diametralmente difformi a danno di profili di equilibrio concorrenziale. Ne’ si può accettare, come nel caso della Regione Lazio, di cui mi sto occupando, che vengano resi provvedimenti retroattivi in tema di distanze. Quindi, a mio avviso, meno decentramento o, comunque, decentramento a livello territoriale nell’ambito di regole certe e rese a livello centrale su punti fondamentali.
E poi: profili di responsabilità certi e definiti riguardo alle componenti delle filiere del gioco. Ed anche questo mi sembra un aspetto assai rilevante.
Ancora: un impegno dello Stato affinché venga divulgata la cultura e l’educazione al gioco, coniugando così tali comparti ad una maggiore consapevolezza del cittadino finalizzata alla tutela della salute sotto il profilo della prevenzione del gioco d’azzardo patologico.
Concludo con l’auspicio che questo Riordino venga attuato e gestito da una maggioranza parlamentare e di governo davvero capace consapevole, quindi forse ….non ora”.