genova
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(Jamma) – «Al momento non esistono dati ufficiali sui posti di lavoro a rischio nel caso in cui la Regione Liguria il 2 maggio non prorogasse di un anno l’entrata in vigore della legge regionale contro il gioco d’azzardo. I 3 mila posti di cui si parla sono numeri volanti.

Grazie al lavoro del Comune, le sale dedicate al gioco sono passate da 59 a 29, mentre varie sale sono diventate no slot. Il rilievo occupazionale deve essere esaminato con attenzione, come è sempre stato nelle intenzioni dell’amministrazione; purtroppo però non esistono dati ufficiali, che prendano in esame le varie attività sotto il profilo della resa economica e dei posti di lavoro. L’assessore regionale Rixi ha affermato di essere in possesso dei dati ma, a nostra richiesta, non ce li ha forniti».

E’ quanto dichiarato dall’assessore Elena Fiorini nel consiglio comunale di ieri a Genova nel rispondere a Leonardo Chessa (Sel), che ha chiesto informazioni sulle valutazioni dell’amministrazione sulla crisi occupazionale per i pubblici esercizi, che deriverebbe dall’applicazione del regolamento comunale su sale da gioco e giochi leciti.

E’ stata quindi approvata – con 26 voti a favore e 6 contrari: Mazzei (Gruppo Misto), Udc, Pdl, Lega Nord – la mozione inerente l’applicazione del regolamento comunale per i giochi leciti, presentata da Bruno (Fds), Burlando (Effetto Genova), Caratozzolo (Percorso Comune), Chessa (Sel), Comparini (Lista Doria), De Pietro (Effetto Genova), Farello (Pd), Gibelli (Lista Doria), Lodi (Pd), Malatesta (Gruppo Misto), Muscarà (Effetto Genova), Nicolella, Padovani (Lista Doria), Pandolfo (Pd), Pastorino (Fds), Pederzolli, Pignone (Lista Doria), Putti (Effetto Genova), Salemi (Lista Musso), Veardo, Villa (Pd), che impegna sindaco e Giunta ad esprimere ferma contrarietà all’ipotesi di proroga dei termini di applicazione della legge regionale del 2017; ad avviare un tavolo di lavoro con Regione, associazioni di commercio e associazioni no slot per la gestione dell’applicazione di detta legge e del regolamento comunale, per mitigare il danno economico alle imprese che ottemperano le norme, attraverso il finanziamento di progetti di riqualificazione commerciale con fondi regionali o comunitari dedicati alle imprese selezionate secondo criteri di reddito; a sollecitare la Regione ad adottare provvedimenti per mantenere i termini di applicazione della legge, con una eventuale moratoria di sei mesi, non reiterabile, sulle sanzioni previste; a collaborare con le associazioni di categoria, nel dare tempestiva comunicazione agli esercizi dei termini di applicazione del regolamento.

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