31/03/2009 ROMA, UN CAFFE' CON L'ONOREVOLE NELLA FOTO ANTONELLO SORO

Uno dei punti su cui il Movimento Cinque Stelle ha concentrato nei giorni scorsi la comunicazione sul Reddito di Cittadinanza c’è il divieto di acquisti per il gioco d’azzardo (he comprende ovviamente ogni forma di spesa in gioco legale”.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che per il Garante per la Privacy rappresenta una pecca delle norme sul reddito di cittadinanza voluto dal Governo.

Tra i rilievi formulati dal Garante c’è l’assenza di adeguati accorgimenti per «garantire la qualità e l’esattezza dei dati» e per «scongiurare i rischi di accessi indebiti, utilizzi fraudolenti dei dati o di violazione dei sistemi informativi», oltre a «procedure idonee a garantire agli interessati l’agevole esercizio dei loro diritti». I previsti controlli sull’uso della card – per evitare che venga usata per il gioco, per esempio – e in generale il monitoraggio sulle scelte di consumo individuali, dice ancora il Garante, si traducono «un’intrusione sproporzionata e ingiustificata su ogni aspetto della vita privata degli interessati».

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