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No alla rimozione degli apparecchi da gioco lecito in bar e tabaccherie entro il 3 agosto 2020 se non rispettano la distanza di 500 metri dai luoghi considerati sensibili, come impone l’articolo 7 della legge regionale n. 26 del 2017 sulla prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo.

Lo chiede la petizione presenta al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, da Diego Zaghis e dal primo firmatario, Antonio Pittioni, accompagnati da Michele Franzoso e forti di oltre 3.900 firme, poco più di quelle che registra anche la seconda petizione presentata sul medesimo argomento, ma che punta a una modifica dell’intera legge attraverso l’adozione di un testo che tuteli l’economia regionale (si parla di migliaia di famiglie coinvolte) e al contempo l’erario statale (che dagli apparecchi da gioco ricava proventi destinati poi a finanziare misure di welfare), nell’attesa di una legge nazionale che disciplini il gioco d’azzardo legale in modo uniforme su tutto il territorio italiano.

«E’ vero che si gioca meno alle slot machine – hanno evidenziato i proponenti -, ma c’è stato un aumento di tutte le altre tipologie di gioco. Quanto ai ragazzini, lo fanno soprattutto on-line, settore che nessuna legge contempla e l’obbligo della maggiore età è facilmente eludibile. Oltre al fatto che si tratta di società estere che non pagano alcuna tassazione». Altri aspetti evidenziati sono stati l’inefficacia di leggi simili contro l’azzardopatia applicate in altre regioni che si sono rivelate inefficaci; la vicinanza territoriale a due Paesi (Austria e Slovenia) i cui casinò sono frequentati da molti giocatori del Friuli Venezia Giulia che vi si recano spesso utilizzando servizi navetta messi a disposizione gratuitamente dalle stesse case da gioco; l’onerosità e la farraginosità burocratica quando si deve sostituire una macchina perché guasta od obsoleta; il fatto che, a differenza di altre Regioni autonome, il Fvg non ha alcun ritorno dal Prelievo erariale unico (Preu), che nel 2018 è stato pari a 330 milioni. «La petizione – ha spiegato il presidente Zanin – sarà inoltrata alla Commissione consiliare competente che deciderà se accogliere o meno le modifiche richieste».

Di seguito il comunicato stampa integrale e i testi delle due petizioni