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(Jamma) – “E’ una vergogna che sia stato respinto l’emendamento che consentiva anche agli esercizi pubblici e alle attività con apparecchi per il gioco lecito di poter accedere a finanziamenti, benefici e vantaggi economici regionali”.

Ad annunciarlo il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli a seguito di un emendamento, presentato dallo stesso Novelli, e bocciato dal Consiglio regionale.

“Vietare ai bar che hanno all’interno slot machine di poter accedere a contributi regionali di qualunque tipo – rileva Novelli – è una sorta di aggressione verso queste piccole attività economiche. Senza contare il fatto che potrebbe rappresentare oggetto di richiamo da parte dell’Europa, visto che le stesse attività potrebbero chiedere, magari, contributi per riconvertirsi, o per fare piccole modifiche manutentive all’interno del locale. Tutti lavori che gli saranno puntualmente negati. Non si capisce come una Regione possa pensare di impedire di accedere a un contributo un locale che esercita attività lecite che lo Stato consente di fare.

“Il secondo emendamento rigettato riguarda la soppressione della retroattività dell’applicazione dell’articolo che vieta l’installazione di apparecchi per il gioco lecito a meno di cinquecento metri di distanza dai cosiddetti luoghi sensibili (istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione, in particolare giovanile). Un’assurdità, specialmente se consideriamo il fatto che dal 2014 (anno dell’approvazione della legge regionale) a oggi il volume di gioco è aumentato, perché la gente si sposta nelle sale delocalizzate o, nelle aree di confine, nei casinò sloveni. Per contro, invece, una retroattività non comprovata dai fatti rappresenta un danno enorme per i bar del FVG, 1.200 dei quali (dati FIPE) restano aperti soltanto grazie all’integrazione reddituale derivante dalle slot machine”.

“Siamo alle solite norme demagogiche – conclude Novelli – anche perché è stato ampiamente dimostrato che norme meramente populistiche non servono a niente, specialmente se consideriamo che la normativa regionale su questo tema è scarsamente efficace, visto che comunque è proprio lo Stato italiano che ha consentito di far diventare il gioco d’azzardo lecito una sorta di virus che crea patologie e dipendenze, soltanto per fare cassa”.

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