“L’assessore Riccardi, rispondendo a una interrogazione del consigliere del Pd Nicola Conficoni, ha cercato furbescamente di dare la colpa a chi c’era prima rispetto alla mancata emanazione del regolamento per la concessione di contributi agli esercizi pubblici finalizzati alla riconversione delle sale ospitanti le slot machine”. Lo afferma il consigliere regionale in Friuli Venezia Giulia, Andrea Ussai (M5S).

“Secondo l’assessore il regolamento bisognava farlo dal 2014 ma – lo ha smentito Ussai – quella previsione di legge è in vigore da agosto 2017 con la legge regionale 26, nata su impulso del M5S”.

“Riccardi, per l’ennesima volta – attacca l’esponente pentastellato -, non ci ha spiegato perché non sono bastati 3 anni per emanare un regolamento che avrebbe aiutato gli esercizi commerciali a riconvertire le sale ospitanti le slot machine, sostenendo l’acquisto di arredi e attrezzature finalizzati alla pratica di discipline sportive riconosciute dal CONI nonché per lavori di ammodernamento, ampliamento e ristrutturazione locali”.

“Il centrodestra ha preferito concedere ancora 13 mesi (dopo i 3 anni previsti dalla legge regionale) per adeguarsi alle distanze delle slot dai luoghi sensibili (scuole, chiese, luoghi di aggregazione giovanili e per anziani, ecc.) – aggiunge Ussai – piuttosto che sostenere una riconversione di questi spazi, facendo gravare sulla fasce più fragili della popolazione che soffrono di questa dipendenza la sua inadeguatezza nel contrasto all’azzardo”.

“Disarmante infine il fatto che solamente 53 Comuni su 215 abbiano risposto nel 2020 alla PEC della Direzione Centrale Salute quando una disposizione da noi introdotta nella legge prevede che gli stessi siano tenuti a trasmettere all’Amministrazione regionale, entro il 31 marzo di ogni anno, lo stato di avanzamento del rispetto delle prescrizioni di propria competenza (predisporre l’elenco dei luoghi sensibili, regolamentare l’orario di apertura delle sale gioco e del funzionamento degli apparecchi, irrogare sanzioni amministrative). Un’ennesima dimostrazione – conclude il consigliere M5S – di come l’applicazione della norma sia ancora gravemente carente”.