“Le perdite delle aziende sono molto semplici da calcolare, basta pensare che in questi 17 mesi di pandemia le aziende dell’intrattenimento e del gaming sono rimaste chiuse per 14 mesi, perdendo circa l’80% del proprio fatturato con l’inevitabile ricaduta anche su tutta la filiera, dai portavalori passando per gli elettricisti, fino ad arrivare al meccanico o al gommista a cui ha dovuto dilazionare il pagamento per poter dare un mezzo sicuro ai tuoi dipendenti. La parte più colpita di tutti sono infatti i dipendenti delle attività di intrattenimento, parliamo di circa duemila persone nella nostra regione”. Così Diego Zaghis, rappresentante del movimento spontaneo di 1500 attività di gioco pubblico del Friuli Venezia Giulia, sul Gazzettino.

“Gli operatori in cassa integrazione hanno ricevuto il 30% del proprio stipendio nei casi fortunati, ma la beffa è che su quel poco ci pagano pure le tasse sul modello unico. In più, se raccogli denaro per conto dello Stato, puoi pure sentirti dire dal direttore di banca a cui hai versato i soldi della raccolta del gioco fino a ieri, che per codice etico bancario un finanziamento per dare la tredicesima ai tuoi dipendenti non può concederlo. I dipendenti più fortunati si sono licenziati da sè, perchè hanno trovato un salario più dignitoso della cassa integrazione e spesso sono anche le figure più formate e altamente qualificate e per sostituirle ci vogliono molti mesi. Per chi è rimasto c’è, invece, il timore che possa accadere di nuovo” ha aggiunto.

“Se limitiamo una sola tipologia di gioco nel contempo favoriamo tutte le altre, comprese quelle illegali. La raccolta è circa il 40% in meno rispetto al periodo pre-Covid, ma non è questo che preoccupa, bensì l’attuale norma regionale voluta dalla precedente amministrazione che, se non verrà modificata, ci costringerà a chiudere definitivamente l’attività di raccolta il prossimo 30 agosto. Mi auguro che questa norma possa essere rivista anche alla luce dei deludenti dati provenienti dal Piemonte. Proprio in questi giorni l’attuale Giunta piemontese sta facendo marcia indietro con un disegno di legge proprio perché, se da un lato l’attuale legge non ha ridotto i malati di ludopatia, dall’altra ha favorito l’illegalità. Mi auguro che non si debba fare una manifestazione del settore per essere ascoltati, perché ritengo che sul tema vada superata l’ipocrisia del ‘vietare’ e del ‘ciò che non si vede non nuoce’” ha concluso.