“Dobbiamo avere giudizio, non possiamo sbagliare. Ecco perchè in legge di Bilancio non c’è nulla sui giochi. Lavorare in fretta è un errore, è già successo in passato. Abbiamo preferito prendere tempo, ma ciò non vuol dire che non avremo un sistema regolatorio in tempi veloci. La delega è pronta, stiamo limando con il Mef alcuni passaggi fondamentali, credo possa essere ragionevole pensare di averla in Consiglio dei Ministri per poi sottoporla al parlamento nel mese di gennaio. Il mio approccio alla delega e quindi alla nuova regolazione del settore, soprattutto dell’online, è un approccio che non può non tenere conto della situazione antecedente e attuale, impostata su un paradigma non pienamente corretto, consistente nella separazione tra gioco online e gioco fisico, cosa che la pandemia ha dimostrato essere una sciocchezza”.

Lo ha detto il sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Federico Freni (nella foto), intervenendo al focus su concessionari e gioco legale online nell’ambito degli “Stati Generali del Diritto di Internet”, organizzati con il sostegno dell’Associazione Alumni Luiss in occasione della Festa della Rivista «Diritto di Internet».

“Il fenomeno gioco è complesso e unitario, chi vuole giocare troverà il modo di farlo sia online che fisicamente. Dare al gioco online un assetto autonomo e differenziato da quello fisico sarebbe un errore. Ho ritenuto saggio non procedere a nuove gare per le concessioni del gioco fisico e faccio lo stesso ragionamento per il gioco online. Finchè non ci sarà una regolazione omogenea qualsiasi procedimento diretto ad assegnare nuove concessioni sarebbe prematuro, cadremmo nell’errore di voler fare troppo in fretta qualcosa che fa fatto certamente, ma con i giusti tempi. Ecco perchè credo che la prudenza sia preferibile a una fretta esasperata. Per fare una buona regolazione dei giochi c’è bisogno di qualche mese, ci stiamo arrivando. Per raggiungere questo obiettivo non basta la politica, è necessario un ampio, lungo e completo confronto con tutta la categoria. Ecco perchè non ci sarà, almeno finchè ci sarò io, un concerto regolatorio che non abbia previsto audizioni di tutto il settore, perchè tutti potranno portare un contributo essenziale. Poi sarà il parlamento che deciderà. Prima che la delega approdi in parlamento ascolterò l’intera categoria. Non ci sarà un sistema regolatorio che non tenga conto delle opinioni di tutti. Questo perchè voglio un sistema regolatorio aderente alla realtà”.