Nessun impatto finanziario conseguente dalla sentenza del 26 febbraio 2020 della Corte di Giustizia dell’Unione Europa riguardante: “Libera prestazione dei servizi – Articolo 56 TFUE – Giochi d’azzardo – Fiscalità – Principio di non discriminazione – Imposta unica sulle
scommesse (Mercato interno)”. E’ quanto si legge nella relazione concernente l’impatto finanziario derivante dagli atti e dalle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l’Unione Europea (aggiornata al primo semestre 2020) presentata dal Ministro dell’Economia, Daniele Franco (nella foto) e pubblicata al Senato.

La sentenza faceva riferimento al contenzioso tra Stanleybet e Adm e stabiliva che “l’articolo 56 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso non osta ad una normativa di uno Stato membro che assoggetti ad imposta sulle scommesse i Centri di Trasmissione di Dati stabiliti in tale Stato membro e, in solido e in via eventuale, gli operatori di scommesse, loro mandanti, stabiliti in un altro Stato membro, indipendentemente dall’ubicazione della sede di tali operatori e dall’assenza di concessione per l’organizzazione delle scommesse”.

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