“Dalla data di conversione del presente decreto, sono riaperti i punti di raccolta di cui al DPCM del 17 maggio 2020”.

E’ la proposta emendativa al decreto Rilancio presenata alla Camera dai deputati di Forza Italia Mulè, D’Attis, Fiorini e Ruggieri.

Advertisement

Gli stessi deputati sono firmatari di una proposta con la quale si chiede di modificare il testo del decreto secondo norme in materia di gestione delle funzioni statali sui giochi pubblici e costituzione del Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale.

“4. Al fine di ottimizzarne la gestione, le funzioni statali in materia di organizzazione e gestione dei giochi numerici a quota fissa e dei giochi numerici a totalizzatore nazionale sono riordinate con uno o più decreti del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da emanare sulla base dei seguenti criteri direttivi: a) individuazione delle misure necessarie per garantire la sostenibilità della rete di raccolta dei giochi e delle concessioni, anche in conseguenza della epidemia Covid-19; b) individuazione delle migliori modalità di sviluppo tecnologico per evitare il rischio di obsolescenza delle apparecchiature e delle modalità di gioco. 5. Alla data di entrata in vigore dei predetti decreti, sono da ritenersi abrogate le disposizioni normative incompatibili di cui ai D.P.R. 7 agosto 1990, n. 303; 16 settembre 1996, n. 560; 24 genrio 2~02, n. 33; 4 ottobr~ 2002, n. 240.”

Un altro emendamento in materia di pagamenti elettronici.

“Per il rafforzamento delle finalità di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 mediante opportune misure di distanziamento sociale all’interno dei luoghi di vendita, oltre che per attuare un più puntuale controllo sui giochi, assicurare la certezza del prelievo ed una progressiva riduzione dell’impiego del denaro contante, è autorizzata la commercializzazione del gioco pubblico in rete fisica mediante carta prepagata emessa dai concessionari di scommesse su eventi ippici, sportivi e non sportivi e su eventi simulati, anche in forme automatizzate utilizzando tenninali allo scopo predisposti, per l’acquisto esclusivo delle scommesse commercializzate dall’emittente nei luoghi di vendita facenti parte della propria rete fisica, come censiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La carta prepagata è acquistabile dal giocatore nei luoghi di vendita del concessionario per un importo non superiore ad euro duecentocinquanta e, se dotata della funzionalità tecnica di memorizzazione delle giocate registrate dal totalizzatore nazionale, costituisce titolo equipollente alla ricevuta di partecipazione ad ogni effetto giuridico, consentendo l’accredito sulla medesima degli importi corrispondenti alle vincite conseguite. Nei casi in cui è prevista la sottoscrizione di modulistica o l’acquisizione di informazioni e documenti per assolvere all’obbligo di adeguata verifica imposto dalla normativa antiriciclaggio, l’operatività della carta sospesa automaticamente dai sistemi del concessionario, con riferimento ad ogni singola giocata che genera l’obbligo, e riprende solo ad avvenuta esecuzione dei prescritti adempimenti da parte del concessionario, che vi provvede direttamente o tramite il gestore del luogo di vendita. Il prelievo delle vincite conseguite può essere effettuato anche in forme automatizzate utilizzando terminali allo scopo predisposti. I concessionari comunicano all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli l’avvio della commercializzazione del gioco pubblico mediante carta prepagata trasmettendo le specifiche del sistema istallato”.

L’onorevole D’Attis propone anche l’istituzione di una nuova lotteria istantanea per finanziare il fondo salva sport, in luogo del prelievo sulla raccolta di scommesse.

“Al fine di provvedere al finanziamento del Fondo di cui al comma 1, il Ministero dell’economia e delle finanze – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli indice, con proprio provvedimento, istituisce un’apposita lotteria istantanea i cui utili, fino ad un massimo di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e 50 milioni di euro per l’anno 2021, sono direttamente versati all’entrata del bilancio dello Stato e restano acquisiti all’erario. Qualora, negli anni 2020 e 2021, l’ammontare delle entrate corrispondenti alla percentuale di cui al presente comma fossero inferiori alle somme iscritte nel Fondo ai sensi del precedente periodo, verrà corrispondentemente ridotta la quota di cui all’articolo 1, comma 630 della legge 30 dicembre 2018, n.145”.