“La cattiva notizia chiaramente è che, purtroppo, alcune delle categorie in qualche modo sostenute con questo fondo continuano a rimanere chiuse. Faccio riferimento alle sale da ballo e discoteche. La bella notizia, se vogliamo dire così, è che, proprio in queste ore, o meglio, appena prima di entrare in Aula, anche il Ministero dell’Economia e delle finanze ha firmato il decreto che permette di utilizzare i 140 milioni che il Parlamento ha messo a disposizione a questo scopo e che si riferiscono – lo ribadisco – ad attività che sono rimaste chiuse per un periodo superiore ai 100 giorni, a impianti sportivi, palestre, parchi tematici, discoteche, sale da ballo. Successivamente, il Parlamento ha enucleato una garanzia minima di stanziamento proprio per il settore delle discoteche e sale da ballo che, ancora oggi, al mese di settembre, giorno 8, sono quelle, purtroppo, impedite nella loro attività”. Lo ha detto in Aula alla Camera il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (nella foto), nel rispondere a un’interrogazione presentata dalla Lega (primo firmatario Riccardo Molinari) riguardante “Elementi in merito all’attuazione degli strumenti di sostegno alle attività economiche chiuse a causa delle misure restrittive relative all’emergenza COVID-19, con particolare riferimento alle discoteche e alle sale da ballo– n. 3-02476)”.

“Il decreto va chiaramente agli organi di controllo. Auspichiamo che la Corte dei conti lo possa licenziare in tempi rapidissimi; a questo scopo, abbiamo già avviato contatti. Abbiamo previsto una procedura anche accelerata e molto semplificata per l’erogazione, dal momento in cui anche gli organi di controllo avranno dato il via libera alla misura. Le misure contenute si differenziano sostanzialmente per le attività ancora chiuse, cioè le discoteche; c’è un’entità minima garantita a tutti i soggetti interessati, mentre, per quanto riguarda tutte le altre attività che hanno avuto una chiusura limitata – perché adesso hanno potuto, in condizioni di difficoltà, ripartire -, un contributo scaglionato in funzione dei proventi. Questo è un fondo chiuso per definizione, ma aperto in prospettiva, nel senso che è evidente che, se la situazione non evolve in senso favorevole, dovrà essere in qualche modo rifinanziato, per continuare a dare garanzie e sostegno agli operatori che sono stati così duramente colpiti”.

Il fondo da 140 milioni di euro mira a sostenere alcune attività che sono rimaste chiuse per legge, tra cui anche quelle del gioco (in particolare gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone, altre attività connesse con le lotterie e le scommesse e sale giochi e biliardi).