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(Jamma) – “Nel mese di marzo 2011 la provincia di Latina aveva già stabilito il record assoluto di spesa nella Regione Lazio con 695.449.629 milioni di euro giocati, somma da cui erano escluse le forme di gioco online delle scommesse, del poker e altri giochi simili.

Il doppio di quanto veniva giocato nello stesso periodo a Roma. Se si riflette sulla differenza numerica degli abitanti residenti in provincia di Latina rispetto a quelli di Roma questi importi divengono raccapriccianti e sono la misura di quanto capillarmente sia diffuso tra la popolazione pontina il gioco d’azzardo. Da allora nulla si è modificato anzi, ad onta di tutti i proclami che annunciavano la riduzione delle slot machine sul territorio nazionale, il gioco d’azzardo s’è ulteriormente diffuso”.

Così in una nota Maria Civita Paparello (Vice presidente consiglio comunale Fondi – Pd).

“Tali numeri e soprattutto le conseguenze psico-sociali del fenomeno inducono a riflessioni di carattere generale, solo in apparenza lontane dalla realtà contingente della diffusione patologica del gioco, cosiddetto “legale”. Lo Stato, come società nata dal “Contratto sociale” rende il popolo “sovrano” e genera “moralità, diritto e libertà civile”. Questa – ad avviso della scrivente – è la più rilevante affermazione del grande filosofo ginevrino Jean-Jacques Rousseau, poiché, sebbene problematicamente, ha posto le basi per la nascita del moderno stato democratico. Stato che fonda la sua legittimità sui valori e la vigenza d’un equo patto costitutivo del popolo “sovrano”, detentore del potere legislativo e suddito soltanto di se stesso. Ora, con le più recenti e aberranti norme approvate dal Parlamento (pur legittimamente rappresentante del popolo sovrano), s’è ancor più liberalizzato il gioco d’azzardo. Si stabilizza così – prosegue Paparello – con maggior vigore la perversa spirale delle ludopatie, cui spesso fa da corollario il triste calvario delle vittime dell’usura. Vengono allora minati alla base i principi fondamentali della Costituzione italiana, che all’art. 3 così detta: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono la piena realizzazione della persona umana…”.

Ne derivano delle allarmanti conseguenze. La prima, cui s’è già accennato, comporta un grave nocumento alla compiuta “realizzazione della persona umana”, che di fatto è patologicamente resa schiava d’una quasi ipnotica monotonia dei gesti, e la meccanica elusione di impegni, affetti, doveri e responsabilità; non a torto si è parlato in proposito della micidiale “eroina del nuovo millennio”. «Un sacco di gente ha voglia di scappare dalla vita reale e se non ci fosse uno spazio interno disponibile, la dipendenza non si creerebbe, ma quello che lo Stato consente di fare con il gioco d’azzardo, contando sulla fragilità di centinaia di migliaia di persone, è orribile», afferma ben a ragione lo psichiatra Federico Tonioni, esperto di dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma.

Un’altra conseguenza è non meno perniciosa, e socialmente ancor più devastante, dacché implica la radicale negazione dello stato di diritto: ormai le organizzazioni criminali sono tanto integrate nel tessuto politico-amministrativo da essere in grado di deviarlo dal suo retto fondamento etico e dai costitutivi compiti istituzionali. Ne consegue un’aberrante legislazione che è ormai drammaticamente sbilanciata a favore dei pochi privati che lucrano sulla rovina economica, umana e sociale di tanti italiani, anziani, adolescenti, e persino bambini” conclude Paparello.

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