Qualche settimana fa analizzai la situazione dell’ippodromo dei Pini prendendomi l’impegno a far conoscere un paio di idee per rilanciare l’impianto, necessità auspicata già dal 2012 dalla società che gestisce le corse dei cavalli“. A dichiararlo, in un comunicato, è Massimo Di Giacinto, consigliere comunale dell’omonima lista civica a Follonica (GR).

“L’allora presidente del consiglio d’amministrazione, e adesso amministratore unico, nel presentare il nuovo piano industriale della società, dichiarava che la logica ispiratrice era quella di offrire ‘una struttura aperta a tutti i clienti e funzionante 365 giorni l’anno a prescindere dal calendario delle corse. Struttura che deve ospitare eventi e attività tali da non farla definitivamente morire’ – spiega Di Giacinto -. E poi, molto opportunamente, parlava della necessità di modificare la convenzione con il Comune di Follonica per cambiare veste all’ippodromo non relegandolo esclusivamente all’ippica, ma utilizzandolo anche per convegni, manifestazioni e fiere, fino a pensarlo come la ‘porta fisica’ del Parco di Montioni. Tutto giusto a quel tempo, com’è giusto ancora adesso. Ma in questi dieci anni non è successo proprio nulla di tutto quello che il rappresentante della società sperava accadesse”.

“E allora, per esempio, una ‘scuola di formazione ippica’ per aspiranti guidatori, fantini, allenatori, artieri, maniscalchi e veterinari specializzati nella cura del cavallo, non potrebbe trovare posto all’interno di quell’area? Così come contattare il Comitato italiano paralimpico per verificarne l’interesse a collocare negli ampi spazi dell’ippodromo un centro tecnico nazionale di allenamento per la pratica sportiva degli atleti disabili, di qualsiasi disciplina, è una pazzia? Non mi sembra, anzi  – continua Di Giacinto -. E’ proprio un peccato che quel bellissimo e mastodontico impianto, inaugurato nell’estate del 2009, sia così sottoutilizzato solo perché la convenzione con il Comune non permette di farci null’altro al di fuori di eventi che riguardano l’ippica e l’equitazione. Allora si apra un confronto costruttivo per verificare la possibilità di cambiare la convenzione, aggiornandola ai tempi, salvaguardando in ogni caso l’attività che attualmente vi si svolge perché è una tradizione della nostra città”.

“Sarebbe un bene per tutti i soggetti interessati se l’ippodromo ritornasse un punto di incontro e aggregazione popolare, come quando era a Fontetonda – termina Di Giacinto, e poi potrebbe essere l’occasione buona per risolvere una volta per tutte, con l’accordo delle autorità competenti, la questione delle foresterie”.

Articolo precedenteRovigo, intensificati i controlli in tutto il territorio polesano: ispezioni anche in bar e sale scommesse
Articolo successivoGratta e Vinci regala 100mila euro a Ragusa