“A quanto pare, per quanto riguarda la lotta all’azzardopatia, la nuova giunta leghista segue le orme della precedente, cioè dimostra di non fare nulla”. Così in una nota Tommaso Mantovani, consigliere comunale Movimento 5 Stelle a Ferrara.

“L’amministrazione comunale estense, infatti, non ha applicato e continua a non applicare la Legge regionale nr. 831 del 12/6/17 – che stabiliva la distanza di 500 metri delle macchinette slot dai luoghi sensibili. La stessa regione Emilia-Romagna, con un vero e proprio tentativo di colpo di spugna targato Bonaccini a suon di proroghe (Delibera del 21 gennaio 2019) aveva cercato di annacquare tali provvedimenti contro la diffusione del gioco d’azzardo.

Oggi, dopo più di due anni e mezzo, non è stato fatto quasi nulla a Ferrara, come viene anche segnalato da organi di stampa locali che parlano della città come un “porto franco delle slot machine”.

Il M5S, da parte sua, ha segnalato questa preoccupante renitenza all’intervento da parte dell’amministrazione pubblica in modo insistente e incisivo con due Ordini del Giorno in consiglio comunale, uno del luglio 2017, con invito ad agire, e uno del febbraio 2019 che deplora un colpo di spugna sulle norme che contrastano il gioco d’azzardo.

Affinché tale lotta non si trasformi in una battaglia contro mulini a vento, azionati appunto da un vento che sembra soffiare a favore delle concessionarie che gestiscono gli enormi proventi del gioco d’azzardo (si vocifera già di abbassare il cosiddetto distanziometro da 500 a 300 metri), sollecitiamo l’attuale giunta leghista ad intervenire con decisione, dando piena applicazione alla delibera regionale citata e portare a termine in tempi brevi la delocalizzazione di sale slot che si trovano a meno di 500 metri da luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali sanitarie, strutture per categorie protette, scuole e luoghi di aggregazione giovanile.

Ricordiamo, inoltre, che l’azzardopatia è inserita nei L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza) che implicano un intervento obbligatorio delle strutture sanitarie nazionali e che la priorità di uno Stato che si rispetti non è solo quello di fare cassa (incamerando introiti fiscali dal gioco d’azzardo) ma soprattutto è tutelare la salute dei suoi cittadini nonché alzare il tiro sulla lotta alla criminalità organizzata che prospera nel sottobosco delle concessionarie, poiché, come ha ben evidenziato il sociologo Fiasco: “È quasi impossibile liberare il gioco legale da quello illegale perché si nutrono l’uno dell’altro. Unica soluzione: drastica riduzione dell’offerta del gioco d’azzardo””.