Una prima proposta al governo su come impostare la fase 2 dell’emergenza Coronavirus è stata messa ieri nero su bianco a sarà consegnata al Premier entro domani.

La task force presieduta da Vittorio Colao ha tenuto una riunione ieri sera, durata oltre 4 ore, alla presenza anche di rappresentanti del comitato tecnico-scientifico. Nel documento ci sarebbero indicazioni sulle attività produttive che possono ripartire per prime, e anche in anticipo, perché a basso rischio.

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Secondo quanto riferiscono i media nel testo non sarebbero indicate date e che una decisione al riguardo spetterà al premier Giuseppe Conte e all’esecutivo, ma prosegue ancora in queste ore il pressing di Regioni, imprese e parte della maggioranza, per riavviare già dal 27 aprile settori come la manifattura, l’edilizia e alcuni comparti della filiera alimentare ancora chiusi.

Si lascerà quindi alle Regioni – informano dal ministero dell’Economia – la libertà di varare misure più rigorose. Fermo restando che si potrà tornare a uscire, ma senza varcare i confini della propria regione.

Il testo dovrebbe essere consegnato domani al presidente del Consiglio.

La fase 2 sarà uniforme su scala nazionale. Le regole saranno uguali su tutta Italia, ma se rileviamo che in aree di una Regione aumentano i contagi, la reazione dovrà essere territoriale”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, intervenendo questa mattina alla trasmissione Circo Massimo su Radio Capital a proposito della fine del lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus e la ripartenza delle attività produttive. Sui trasporti ha detto: “Non è immaginabile che possa aumentare il numero di bus e metropolitane improvvisamente, sono strumenti che vanno ordinati e costruiti, ma aumenteranno le frequenze. Per evitare gli orari di punta, però, vanno modificati gli orari di lavoro”.