Si è temuto per l’intesa tra governo e regioni sul nuovo step dell’uscita dal lockdown al via da lunedì.

La Conferenza delle Regioni ha deciso una riunione urgente all’una di stanotte per un confrontocon il Premier Conte e il Ministro Boccia. Il Decreto del Presidente del Consiglio annunciato ieri in conferenza stampa dal premier non corrispondeva all’accordo politico raggiunto poche ore prima. Le linee guida per la riapertura delle attività commerciali, concordate con le categorie, devono essere chiaramente recepite, chiedevano i presidenti delle Regioni. “Sennò troppi pareri tecnici e troppi cavilli affonderanno l’Italia definitivamente”, ha spiegato Giovanni Toti, governatore della Liguria. Alla fine la soluzione è stata individuata inserendo un richiamo nella premessa del Dpcm al protocollo unitario delle regioni, che verrà poi allegato al testo del Dpcm nella sua interezza.

Ore 3 e 20 lo sblocco. Nell’accordo le linee guida delle Regioni saranno recepite nel Decreto, in modo da dare sicurezza a tutti gli operatori economici con regole certe e applicabili. Per oggi è prevista  la stesura finale del Decreto.

“Alla fine il risultato è arrivato”, così il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro notturno .
“In un’ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l’accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini.
Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro – ha concluso Bonaccini – omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.

Ieri intanto è arrivata la conferma che per ora non ci saranno aperture per sale giochi, bingo e scommesse. Lo ha anticipato il governatore del Veneto Zaia  spiegando che si è ritenuto necessario un ulteriore approfondimento.

Indiscrezioni parlano di una data possibile per le riapertura al 3 giugno, mentre un riferimento del premier Conte alla riapertura di cinema e teatri al 15 giugno potrebbe suggerire una apertura di tutte le attività per quella data.