Nello stesso giorno in cui 150.000 esercizi pubblici del paese aderiscono alla protesta, in forma di flashmob, per chiedere di poter riaprire, il premier Conte spiega le ragioni della scelta di prolungare le misure di contenimento.

«Abbiamo visto in altri Paesi i rischi che si affrontano. Noi stiamo già affrontando un rischio: dal 4 maggio 4,5 milioni di lavoratori torneranno a lavorare, prenderanno i mezzi pubblici ma anche il mezzo privato può essere un rischio. Le scuole devono rimanere chiuse e non possiamo allentare sulle relazioni sociali: per qualcuno non è sufficiente ma non possiamo fare di più. Affrontiamo un rischio calcolato, su base scientifica: il documento dell’Iss è stato alla base delle nostre decisioni, che sono tutte nostre. Le rivendichiamo». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Lodi aggiungendo: «Abbiamo predisposto un metodo e delle misure, che ho chiamato il metodo dei rubinetti.  Significa consentire il ritorno al lavoro di un buon numero di lavoratori, allentare qualche misura sociale, ma nel complesso essere pronti, attraverso un algoritmo matematico per avere sempre sotto controllo l’andamento dei dati». Il presidente del Consiglio ha chiesto inoltre la collaborazione delle Regioni per favorire la raccolta dei dati necessari per la fase 2: «Dobbiamo avere un database continuamente aggiornato: avendo i dati dei contagiati giorno per giorno, facendo anche il calcolo dei contagiati per popolazione, calcolando il posto libero nelle terapie intensive, incrociando questi dati, possiamo in modo mirato senza buttare a mare gli sforzi fin qui fatti. Lo dobbiamo innanzi tutto a noi».