1. Il distanziometro è assolutamente inefficace. Lo ha detto Alberto Baldazzi di Eurispes a proposito delle misure per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.

‘Non ha nessuna possibilità di realizzazione concreta e abbiamo riscontrato attraverso rapporti diretti e indiretti con esponenti dela amministrazione locale una ssoluta incompetenza in questo senso’, ha precisato Alberto Baldazzi di Eurispes oggi nel corso del convegno ‘Il gioco in Italia: tra criticità e opportunità’, evento organizzato dall’Eurispes e che si è svolto oggi a Roma.

‘Era giusto che le Regioni intervenissero rispetto al diffondersi dell’offerta di gioco, però nasce anche una loro responsabilità che hanno varato leggi para-proibizionistiche. Hannao sottoscritto una firma dell’intesa sul riordino che aveva una logica, e poi hanno fatto altro. Oggi sappiamo che il distanziometro esclude il gioco legale, fino a oltre il 90 per cento nelle aree urbane. In Puglia la Regione sta tornando indietro, con una revisione della legislazione che aveva introdotto il distanziometro’ Il distanziometro non serve, e su questo troviamo d’accordo anche l’Istituto Superiore di Sanità, ma sopratutto non è attuabile. Se releghi il gioco, non fai altro che intensificare il fenomeno patologico. Il gioco patologico è un fenomeno che esiste, che non deve essere sottovalutato, ma non ci deve essere allarmismo. In Italia ci sono 13.000 persone prese in carico da parte del SERD, il problema c’è, il Paese deve attrezzarsi, ma è una patologia di cui dal punto di vista epidemiologico si parla troppo e troppo a sproposito. E’ una sorta di ‘moda’ che non fa onore al mondo dell’informazione. Posto che certe misure restrittive non funzionano, servono strumenti diversi. Persiamo alla tessera del gioco, al registro della autoesclusione. Un errore è stato affidare la competenza di questo settore solo al Mef. Il ministero della Sanità è stato coinvolto solo in secondo fase, il Ministero dellaIstruzione non se ne occupa. Secondo noi questi Ministeri, insieme a quello dell’Interno, dovebbero collaborare. La compulsività sta anche nei meccanismo del gioco. Ci aspettiamo che le Regioni ‘depongano’ le armi di quando lo Stato non ha fatto quello che avrebbe dovuto. Dobbiamo tornare su quell’intesa con le Regioni sul riordino e una riforma del settore”.

“L’illegalità di cui si parla tanto parte dal gioco, non può essere esterno al fenomeno. La compressione eccesiva dell’offerta legale diventa una opportunità per la criminalità. Lo dicono tutte le strutture deputate alla lotta al crimine. Il fatto che esista una offerta legale deve portare a valutare con durezza gli elementi dell’area grigia”, aggiunge Baldazzi.