Il consulente tecnico-giuridico Eugenio Bernardi ha risposto alla senatrice M5S, Elisa Pirro (nella foto) – che lo informava circa l’emanazione di una circolare dell’ADM riportante i chiarimenti in merito alla regolamentazione delle sale LAN ed Esports – con una serie di considerazioni sull’argomento e sui contenuti della circolare stessa.

“Uso una espressione di un noto esponente del settore che ha sollevato il problema e di conseguenza le operazioni di controllo degli ultimi giorni da parte di ADM. “Le sale LAN sono una cosa, gli eSports sono un’altra”. Tra di loro hanno dei collegamenti ma la circolare si riferisce alle sale LAN, dove i ragazzini possono giocare anche senza praticare eSports.

L’editto/circolare di 9 pagine non fa altro che rifare la storiografia di una presa di posizione antistorica, visto che ci sono Leggi che risalgono a oltre 20 anni or sono e che la prima modifica del 2012 non fu mai compiutamente attuata quando si capì l’errore (forse in buona fede dell’estensore del testo). Vengono ribadite cose arcinote, puntigliosamente, salvo poi riaprire le autocertificazioni per gli stabilimenti balneari (che dovevano essere stati avvisati da una lettera di ADM di marzo) e come scrive lei – ma ieri sera per me era una certezza – la “circolare norma un periodo transitorio così da consentire nuovamente l’attività alle sale LAN e la pratica degli eSport”.

Dell’editto/circolare manca ogni seppur minima remissione di parere e di costrutto sugli innocui apparecchi meccanici ed elettromeccanici anche gratuiti in oratori, circoli parrocchiali e caserme.

Detto ciò il vostro enorme zelo e interessamento per gli eSport è mancato totalmente sui giochi di puro intrattenimento, non una parola da parte del Movimento 5 Stelle per calciobalilla, air hockey, basket, biliardi e o carambole, attrazioni per bambini con congegno a vibrazione tipo “Kiddie Rides”: tutti giochi meccanici ed elettromeccanici.

Non mi si dica che le norme tecniche incluse nel citato Decreto del 18 maggio 2021 sono necessarie e giustificate per perseguire motivi di interesse generale, senza pregiudizio della valutazione specifica della loro proporzionalità, specie in merito a certi giochi da intrattenimento liberi da ogni vincolo nel resto dei paesi europei.

Può quindi ragionevolmente ritenersi che i congegni in questione, ovvero gli apparecchi meccanici ed elettromeccanici descritti nel testo del Decreto 18 maggio 2021, non distribuendo vincite in denaro, non appaiono di per sé suscettibili di integrare alcuna minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Cosicché, al fine di giustificare la compatibilità del vigente quadro regolatorio con il diritto dell’Unione europea, l’Amministrazione nazionale dovrebbe dimostrare che le attività criminali e fraudolente connesse ai giochi senza vincite in denaro, come calciobalilla, biliardi, freccette, dondolanti e flipper costituiscono un effettivo problema nel territorio dello Stato.

Lo Stato italiano non ha recepito la direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno inerente, vista la risposta della Commissione Europea del Commissario Europeo Thierry Breton che ha dato all’interrogazione presentata dall’eurodeputata Rosanna Conte (Id). L’eurodeputata chiedeva dunque di confermare “l’interpretazione secondo cui, a seguito dell’approvazione del progetto di decreto italiano, la direttiva 2006/123/CE escluderebbe dal proprio campo d’applicazione il settore dei giochi da intrattenimento senza vincita in denaro”.

Risposta del Commissario Thierry Breton a nome della Commissione europea (3.6.2021 [1]): la descritta normativa in materia di apparecchi e congegni senza erogazione di premi in denaro non fa alcun cenno ad esigenze di tutela della salute dei consumatori-giocatori e, pertanto, le stesse non sembrano poter assurgere a “motivo imperativo di interesse generale”. Cosicché, “qualora le autorità di uno Stato membro incitino ed incoraggino i consumatori a partecipare alle lotterie, ai giochi d’azzardo o alle scommesse, affinché il pubblico erario ne benefici sul piano finanziario, le autorità di tale Stato non possono invocare l’ordine pubblico sociale con riferimento alla necessità di ridurre le occasioni di gioco per giustificare determinate misure restrittive” (come la Corte di Giustizia ha più volte sottolineato).

Viene perciò da interrogarsi se gli interessi pubblici in gioco possano essere ragionevolmente perseguiti con misure meno invasive delle libertà economiche degli imprenditori privati, potendo ad esempio risultare sufficiente la presentazione di una semplice comunicazione o segnalazione certificata per calcio balilla, air hockey, basket, biliardi e o carambole, attrazioni per bambini con congegno a vibrazione tipo “Kiddie Rides” tutti i giochi meccanici ed elettromeccanici: sarebbe stato sufficiente una semplice certificazione firmata dall’importatore / produttore.

Gli oneri che stanno supportando gli operatori economici interessati devono infine essere ragionevoli – ovverosia, non devono rappresentare un ostacolo economico significativo, alla luce della natura dell’attività e dell’investimento di norma necessario per svolgerla – e commisurati ai costi delle procedure di autorizzazione, pena altrimenti la violazione del principio di proporzionalità.

Analizzando un semplice listino di un produttore di calciobalilla, come è possibile che a un gioco innocuo vengano addebitati costi di certificazione , mediamente 1.000 euro + iva + costi amministrativi della gestione, e l’assurdità del costo del nulla osta di distribuzione pari al 10% del valore del calciobalilla ( 450 euro di media o anche inferiore per quelli senza gettoniera), ovvero 45 euro , quando un semplice nulla osta di messa in esercizio, richiesto dal gestore installatore ne costa solo 5?

Le ricordo alcune azioni intraprese dallo scrivente e pochi altri che avevano visto lontano, le azioni legali e le azioni presso le autorità europee e Parlamento italiano. Ma di questo voi nulla dite e o fate finta di non capire.

Con l‘assoluta mancanza della certezza e assoluta incertezza dal punto di vista fiscale in quanto viene annunciato un ”successivo decreto del Ministro dell’Economia che definirà la base imponibile forfetaria per la relativa imposta applicabile” e tutt’ora non emanato dal MEF.

Si legga infine l’interrogazione parlamentare pubblicata il 10 maggio 2022 dalla sua collega Senatrice Binetti nella prima parte ( riferita a tassazione su giochi gratuiti come i calciobalilla) a cui nessuno ha ancora risposto, come alla precedente presentata il 9 novembre 2021, mentre il Sottosegretario Freni si è precipitato a rispondere al collega di partito sugli eSport solo 4 giorni dopo l’interrogazione.

Il Decreto 18 maggio 2021 è ampiamente correggibile se si ha la volontà di farlo”, conclude Bernardi.

Articolo precedenteSenato, Commissione d’inchiesta sul gioco: giovedì l’audizione del Capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza
Articolo successivoDecreto Crescita, Gravina (FIGC): “Impensabile che il calcio generi 16 miliardi di scommesse e non abbia diritti”