“Nell’ambito di un dialogo amministrativo la Commissione ha ottenuto dalle autorità italiane le informazioni richieste in merito alle norme nazionali applicabili agli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro e continua a monitorare con attenzione gli ultimi sviluppi. Benché l’esame della risposta delle autorità italiane sia ancora in corso, da una valutazione preliminare non emergono elementi che suggeriscano che la disciplina italiana costituisca una restrizione sproporzionata. Secondo le autorità italiane, le norme in questione sono giustificate dalla necessità di tutelare la salute pubblica dei consumatori e dei minori e di evitare l’elusione delle restrizioni nazionali applicabili agli apparecchi per giochi d’azzardo. Le autorità italiane hanno inoltre preso iniziative per ridurre al minimo gli oneri amministrativi che gravano sugli operatori economici di questo settore, ad esempio tramite la creazione di una lista aggiornata annualmente degli apparecchi per i quali il rischio di abusi è ridotto e che sono perciò esenti dalle norme tecniche in questione. La Commissione sottolinea che gli Stati membri dispongono di un ampio margine di discrezionalità in merito alle modalità di regolamentazione dei settori non armonizzati, a condizione che le conseguenti misure nazionali non siano in contrasto con il diritto dell’UE. Come già indicato nella risposta all’interrogazione scritta E-002141/2022, la Commissione ribadisce che non intende proporre un’iniziativa legislativa a livello dell’UE per l’armonizzazione delle norme nazionali sulla fornitura di sport virtuali”. Lo ha detto il Commissario europeo per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton (nella foto), rispondendo all’interrogazione dell’europarlamentare Marco Zanni (ID) inerente la regolamentazione del settore e-Sport.

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