GIOVANNI ENDRIZZI POLITICO M5S
Non ho mai avuto posizioni proibizionistiche draconiane“. Così il senatore Giovanni Endrizzi, M5S, replica a quanti in questi ore lo hanno criticato per le sue dichiarazioni in merito al Governo e i prossimi interventi in materia di gioco d’azzardo.

“Cerco sempre di considerare che:
– i concessionari mettono finanza (a volte capitali stranieri, a volte nemmeno identificabili),
– i gestori mettono impresa, – i loro dipendenti mettono lavoro. E non li posso mettere sullo stesso piano”, spiega Endrizzi riferendosi alla filiera del comparto.
“Poi penso che anche certe imprese non le posso mettere sullo stesso piano di altre.
Mentre i lavoratori sono lavoratori sempre.
Se l’azzardo non ci fosse o fosse più limitato (siamo il primo mercato europeo, il primo al mondo per gratta e vinci, e al dodicesimo in Europa per reddito… la propensione all’azzardo è maggiore nei territori -anche al Nord- e nelle famiglie -anche al Nord- più povere) ci sarebbero altri consumi, altri settori che ne beneficierebbero, altre opportunità occupazionali (anzi in altri settori l’assorbimento di manodopera è maggiore)

Non ho mai avuto posizioni proibizionistiche draconiane. Quando dico che il machine gambling deve tornare nei casinò (e per quanto mi riguarda anche i gratta e vinci andrebbero molto ridimensionati, ed infatti il divieto di pubblicità interviene più su quelli che sulle Slot) non dico che la gente che oggi lavora in questi settori deve finire sul lastrico.
Ma che le aziende devono essere convertite. Mi rendo conto che questo non potrà mai essere per tutti un obiettivo comune, perché una conversione costa e ci sono interessi in gioco. Ma può essere considerata una prospettiva interessante pur da punti di vista differenti”.

Il senatore Endrizzi chiarisce anche di non aver mai parlato di divieto della informazione. “Io ho detto che ci sono programmi che si spacciano per informazione e sono pubblicità
Ho detto che quando c’è contenuto promozionale esplicito o implicito non si può parlare di informazione”.

“Poi non capisco perché mi si attribuiscono colpe o meriti per quello che fa il governo.
Più d’uno mi chiede di discutere, concordare, proporre…Ma i tavoli li fa il governo, io sto in parlamento…”, conclude Endrizzi.

 

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