Rivedere il sistema delle concessioni, rafforzare le tutele regionali e locali attraverso un sistema nazionale, riconvertire il settore con attenzione ai lavoratori dipendenti, calmierare il mercato e disincentivare il consumo. Queste alcune delle proposte lanciate dal senatore del Movimento 5 Stelle, Giovanni Endrizzi, durante un convegno sul gioco d’azzardo al quale hanno preso parte analisti, docenti, sociologi e psicologi organizzato nella sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro al Senato. “L’azzardo – ha detto Endrizzi introducendo gli interventi – impatta sull’uomo come soggetto ma anche sulla comunità. Le decisioni richiedono dati che devono essere analizzati senza paura della verità. Oggi scontiamo decenni di indeterminatezza”. Per questo, secondo Endrizzi, è necessario un ripensamento globale dei giochi, un mercato che si conferma in crescita costante di anno in anno. “Sono solito dividere il settore in tre aree, quella finanziaria, quella imprenditoriale e quella dei lavoratori dipendenti – ha aggiunto -. E’ chiaro che le tutele saranno diverse per ogni area. Considerando anche che le aziende che operano nel settore dei giochi non sono tutte uguali”. “La riconversione è necessario – ha concluso -, ma sarà molto difficile se non mettiamo in discussione il sistema concessorio. Siamo di fronte ad un tumore che si è diffuso in modo inappropriato. Non c’è una guerra in atto, dovremmo tutti riconoscerci negli stessi valori e negli stessi obiettivi”. Durante il convegno, particolare accento è stato posto sui numeri del gioco in Italia, a partire dalle esperienze delle associazioni sul territorio finendo a studi e pubblicazioni. “Il problema – ha detto il pedagogista Alessio Rocchi, direttore generale di Iusto, l’Istituto Universitario Salesiano di Torino – non è solo regolamentare ma anche, e soprattutto, culturale”.