‘’Ho già spiegato in altri luoghi e tempi cosa intendo per “riconversione”. Il senatore dei Cinque Stelle Giovanni Endrizzi precisa la sua posizione su quella che propone come riconversione delle aziende che oggi operano nel comparto del gioco legale. 

‘Parto proprio dalla richiesta di operatori del settore: “Io distribuivo calcio balilla e flipper, tornerei indietro anche domani, non le ho volute io le slot”.

Qui sono d’accordo.

Ora però il settore propone una specie di Slot “light”.

Non può essere questa la via. Abituare alla ricerca della fortuna, premiare senza merito nè abilità, diseduca e fidelizza: prepara anzi il terreno ad altre forme ancora più pericolose come le slot attuali e le VLT.

Penso che la tecnologia può offrire ampi margini per intrattenimento a pagamento alternativo che non preveda le “vincite” in denaro.

Penso poi che una azienda di software per slot e VLT abbia possibilità di sviluppare altri prodotti in un settore, quello informatico, che evolve continuamente.

Penso che se lo Stato fissa un obiettivo di crescita civile e sociale più aderente ai principi della costituzione possa e debba farsi carico in parte di questa transizione e con il reddito di cittadinanza lo fa.

L’attenzione ai lavoratori quindi ci sta tutta.

Ma sono convinto che 20 miliardi di perdite nette riversati in tutto o in parte nei consumi e negli investimenti familiari alternativi genererebbe una crescita occupazionale molto superiore a quella del settore azzardo.

La riconversione sarebbe facilitata proprio dll’impulso ad altre filiere produttive e commerciali

Il ricatto occupazionale in questo settore mi pare proprio fuori luogo. Peraltro vorrei capire: i 100-120-150.000 addetti come vengono contati?

In ogni caso l’attenzione per il lavoro mi sta bene; più si sale nella filiera meno mi pare ci siano margini per chiedere tutele o buonuscite’, conclude Endrizzi.

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