“Voglio sottolineare quanto Sapar stia facendo per contrastare il gioco illegale e diffondere quello responsabile, un impegno da valorizzare e presupposto per affrontare le tematiche più delicate con equilibrio e senza demagogia. La 31esima edizione di Enada Primavera rappresentra un arco temporale di straordinaria ampiezza. La kermesse ha sempre anticipato le evoluzioni del mercato. L’accoppiata con l’amusement è importante, è un settore a cui abbiamo sempre dedicato un’attenzione particolare e su cui continuiamo a puntare con decisione”.

Lo ha detto il presidente di IEG, Lorenzo Cagnoni, nell’aprire il convegno “Lo Stato di crisi delle piccole e medie imprese del settore del gioco di Stato” a Enada Primavera, organizzato da Sapar, Italian Exhibition Group, Consorzio Fee ed Euromat.

Per Paolo Dalla Pria (Presidente Sapar Service srl): “Stiamo lavorando tutti insieme per rilanciare l’amusement. Speriamo che politicamente qualcuno ci aiuti, chiediamo solo di poter lavorare. Questo è un brutto momento e mi auguro che riusciremo a superarlo”.

E’ quindi intervenuto Jason Frost (Presidente Euromat), con un importante annuncio: “Sono grato a Sapar per aver accolto ieri il meeting in cui Domenico Distante è stato nominato vice presidente di Euromat. Sono il presidente di tutti voi, siamo la vostra associazione, costituita per aiutare gestori e operatori”.

“Qualcuno fa finta che noi non esistiamo. Ma noi ci siamo e rappresentiamo tutto il settore dell’automatico in Italia, lavoreremo sempre accanto allo Stato, a testa alta, tutelando i nostri dipendenti. Noi chiediamo di avere un ruolo giuridico, vogliamo essere riconosciuti per quello che facciamo”. Così il presidente di Sapar, Domenico Distante.

“Siamo noi che raccogliamo il Preu e lo portiamo ai Concessionari. Vogliamo il testo unico, il Decreto Dignità aveva detto che entro 6 mesi doveva arrivare un riordino, ma ancora niente. Chiediamo anche la tassazione sul margine. Siamo molto dispiaciuti di come stanno andando le cose. C’è tanta ipocrisia, a partire dal Governo. Sappiamo che il M5S è contro il gioco, secondo me sbagliando, però a questo punto se il gioco è immorale togliamo tutto quello di Stato, altrimenti non si capisce perchè si fanno 3 provvedimenti sul prelievo fiscale dove si prendono i soldi dagli apparecchi da intrattenimento. I nostri dipendenti non sono di Serie B, non vogliono andare a richiedere il reddito di cittadinanza, sono professionisti. Posso continuare ad avere paura che un sindaco faccia da un giorno all’altro ordinanze che impongono limiti orari agli apparecchi? Noi creiamo sul territorio occupazione, creiamo indotto intorno a noi, a differenza di altri. Ogni giorno si legifera a piacimento, senza uno studio scientifico fatto a priori, sia in ambito regionale che comunale.

Senza dimenticare – ha aggiunto Distante – il problema che riguarda il cambio dei nulla osta. Noi ci batteremo per far si che questa norma possa essere cambiata, così non c’è libertà d’impresa. Oggi non ti fanno passare da un concessionario all’altro. Secondo il M5S abbassando la percentuale di vincita si disincentiva il gioco, non è così, noi vorremmo cambiare e introdurre la tassazione sul margine. Minimo di vincita 88/90%. Non puoi colpevolizzarci e poi continuare a prendere soldi dal nostro settore. Altimenti si faccia un decreto subito e si abolisca il gioco. Noi ormai siamo aziende a rischio, le banche negano i mutui perchè facciamo parte del settore del gioco di Stato. Siamo noi a fare il lavoro sporco sul territorio, i nostri dipendenti sono la colonna portante dell’automatico italiano. Noi li ringraziamo, per quello che fanno e per quello che rischiano.

Sono rimasto molto amareggiato e scontento da quanto detto dal presidente di Acadi, Geronimo Cardia, non si po’ dire che se dovesse passare l’emendamento D’Attis e Polverini si creerebbero le condizioni di un crollo delle entrare erariali. Se c’è qualcuno che ha problemi di ludopatia – ha spiegato ancora il presidente di Sapar – noi siamo lì a fare corsi di informazione e non solo. Basta all’ipocrisia delle distanze, il gioco deve essere libero e regolamentato, vietato ai minori. Il problema è ormai l’online. Le ticket redemption vietate ai minori di 18 anni? Ma stiamo scherzando? Perchè non ci si confronta con noi? Servirebbe una norma chiara a livello nazionale, chi sbaglia paga, ma non che paghino tutti a prescindere perchè un politico si sveglia la mattina e fa norme senza senso. Le aziende non sanno più cosa fare. Abbiamo chiesto a Di Maio e al Governo di fissare un incontro, il Ministro ce lo ha assicurato, ma al momento non ha tenuto fede alla sua promessa e non ha avuto nessun rispetto del comparto, neppure per parlare 10 minuti, non ha voluto ascoltarci e questo mi dispiace.

Abbiamo un carico fiscale che le aziende non possono più sostenere, se il governo vuole continuare su questra linea di demagogia ed ipocrisia ce lo deve dire chiaro. Vuole farci chiudere? Ce lo dica chiaro, ne prenderemo atto. Non possono tenerci in bilico ogni giorno martoriandoci ed umiliandoci. Se dietro c’è un disegno criminoso, che non voglio pensare ci sia, per toglierci di mezzo giorno dopo giorno lo si dica chiaramente. Senza di noi questo lavoro non ci sarebbe. Noi esistiamo, esisteremo e faremo di tutto per difendere i nostri associati le nostre imprese e i nostri diritti. Caro Di Maio se ci sei batti un colpo, basta prese in giro. Le faccio ancora un appello, ci ascolti, ci riceva. Noi siamo i gestori degli apparecchi da intrattenimento, quando aumenta il Preu non lo aumenta al Concessionario, ma alle piccole e medie imprese. Se vuole rimanere sulle sue posizioni va bene, ma almeno ci ascolti, magari qualcosa coglie” ha concluso Distante.

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