La legge in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico approvata dalla Regione Emilia Romagna ha, come unico effetto, la chiusura delle aziende e le conseguenti perdite occupazionali.

Sapar e Confindustria SIT, attraverso l’associazione As.Tro, hanno invato oggi una lettera indirizzata alla giunta regionale con la quale intendono segnalare e ‘cercare una soluzione alle criticità che stanno emergendo in ordine alla applicazione della legge regionale n.5/2013″ e chiedono una valutazione sulla efficacia della legge.

Le associazioni evidenziano che ” i provvedimenti restrittivi (senza includere la percentuale dei giocatori che si sono spostati verso le regioni confinanti o che hanno scelto forme di gioco illegale) non hanno portato ad una effettiva diminuzione del gioco.

Sul fronte del contrasto alla dipendenza da gioco, inoltre, non è possibile rilevare nessuna evidenza positiva e ciò fa nascere il sospetto che gli strumenti utilizzati dalla normativa regionale siano inefficaci, dal momento che l’utenza, secondo i dati ufficiali, non è diminuita”.

Da qui la richiesta di procedere “ad una valutazione urgente circa l’efficacia della legge regionale rispetto agli obiettivi che si prefiggeva”.

La legge n.5 del 2013 infatti contiene, all’articolo 9, “una clausola valutativa che prevede che la Giunta presenti alla Commissione assembleare competente una relazione con cadenza triennale, avvalendosi dell’apporto dell’Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo”.