La Regione Emilia Romagna non sospenderà l’applicazione delle norme regionali in materia di gioco d’azzard. Anche se chiuderà il 90% delle sale giochi.

‘In risposta al consigliere Galli, occorre premettere innanzitutto che la ludopatia è un problema che non conosce remissione, anzi continua a diffondersi di anno in anno. Dati ufficiosi riportano che in Italia si è passati dall’1 per cento di pazienti patologici e dal 5 per cento di giocatori problematici sul totale della popolazione nel 2007-2008 al 7-10 per cento di pazienti patologici e al 10-18 per cento di giocatori problematici nel 2018′.

Va anche sottolineato che le azioni di prevenzione sono un punto qualificante del programma di Governo messo in campo da questa Giunta, in quanto si ritiene che le conseguenze della ludopatia psicologiche, comportamentali, economiche e sociali abbiano effetti troppo devastanti sulle vite delle persone e delle comunità per non essere affrontate con terapie d’urto.

È bene, inoltre, rimarcare che il Piano regionale contro il gioco d’azzardo ha esattamente la finalità di tutelare le fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione attraverso strumenti per la prevenzione e il trattamento delle persone con dipendenza, la riduzione dei rischi correlati all’uso e la riduzione del danno, con percorsi differenziati per popolazione e tipo di dipendenza.

Tutto ciò premesso, la Giunta non ha mai considerato con sbrigatività potenziali criticità che possano ingenerarsi sulle attività del territorio le eventuali difficoltà applicative derivanti dall’attuazione normativa regionale. Prova ne è che per i soggetti gestori, con delibera della Giunta regionale n. 831/2017, venivano definite le modalità applicative della legge regionale n. 5/2013 e le relative tempistiche, concedendo dodici mesi di tempo ai soggetti che intendevano proseguire la propria attività al di fuori delle zone indicate dai Comuni. Con la deliberazione della Giunta n. 69/2019, sempre a loro veniva riconosciuta una proroga di ulteriori sei mesi per adeguarsi a quanto disciplinato dalla legge regionale. Al contempo, è stata assicurata puntuale disponibilità agli Enti locali nell’affrontare specifiche questioni derivanti dall’applicazione della legge.

Ciò detto, si conferma l’impegno della Giunta regionale a dare piena attuazione alla legge regionale n. 5/2013, come modificata con legge regionale 13 aprile 2017, n. 6, non sussistendo al momento, sulla base delle considerazioni soprariportate, condizioni sostenibili per poter prevedere sospensione nell’attuazione del provvedimento, ferma restando naturalmente la piena disponibilità della Giunta al dialogo e al confronto, nonché all’ascolto sui temi occupazionali”, è quanto ha detto Giammaria Galli, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta.