La giunta regionale intende “non abbassare la guardia rispetto al gioco d’azzardo e non consentire alcuna proroga di termini o deroga dalle procedure amministrative relative alla gestione delle attività di gioco e scommesse, anche in relazione al’applicazione dei limiti di distanza ed alle delocalizzazioni?”.

E’ quanto chiede in una interrogazione la consigliera della Regione Emilia Romagna Silvia Piccinini, M5S.

La consigliera fa riferimento al fatto che “il 9 giugno scorso la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome ha ampliato e integrato le proprie linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative a seguito della crisi determinata dal Covid-19, comprendendo, nella nuova versione anche le schede relative ai settori dei congressi, fiere, sale slot, sale giochi e bingo, discoteche;

uno spazio molto rilevante nelle innovazioni introdotte rispetto alle precedenti linee guida per la riapertura è costituito dalle attività connesse al gioco d’azzardo: un ambito soggetto a normative dirette a inibire i rischi di dipendenza in esso insiti (e purtroppo tradotti nel preoccupante e consistente fenomeno del gioco d’azzardo patologico con gravi effetti sociali ed esiti non di rado devastanti sulle vite e sulle relazioni di chi ne diviene dipendente); fra gli strumenti per limitare il rischio di sviluppare dipendenze o di uso improprio delle attività di gioco e scommessa riveste un ruolo di particolare rilievo il cosiddetto “distanziometro” da luoghi sensibili con la conseguente indispensabile delocalizzazione delle attività che non rispettino le distanze stabilite, sulla base della disciplina regionale e secondo una mappatura operata dai Comuni, i quali, poi, hanno provveduto a comunicare ai titolari delle sale gioco o scommesse troppo “vicini” l’adozione del provvedimento di chiusura entro sei mesi o il divieto di installazione di nuovi apparecchi o il rinnovo dei contratti, nel caso dei titolari di esercizi con apparecchi per il gioco d’azzardo;

i provvedimenti nazionali e regionali che hanno dal 23 febbraio in poi determinato il cosiddetto lockdown hanno agito anche su questo settore, oggetto delle richiamate nuove linee guida della Conferenza delle Regioni, la cui adozione è stata presentata dal Presidente della Conferenza stessa nonché della regione Emilia-Romagna richiamando l’esigenza di “rimettere in moto il paese senza mai abbassare la guardia” posto che davvero è indispensabile “non abbassare la guardia” come ha affermato il Presidente della Regione e della Conferenza delle Regioni e Province autonome all’atto della presentazione delle linee guida regionali;

Il DPCM del 9 giugno 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n.33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-1” stabilisce all’articolo 1, comma 1, lettera l) che “le attivita’ di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite a condizione che le Regioni e le Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilita’ dello svolgimento delle suddette attivita’ con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10″”.