I manifestanti presenti oggi a Bologna davanti alla sede del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna per sensibilizzare i politici sugli effetti della legge regionale in materia di contrasto al gioco d’azzardo, non hanno mancato di evidenziare quella che è una vera e propria emergenza. Sono infatti 39 i negozi di gioco che entro il 19 settembre dovranno chiudere i battenti, con conseguente perdita di molti posti di lavoro.

Da qui l’esigenza di presentare entro domani un documento congiunto, di tutte le organizzazioni che rappresentano gli operatori del gioco legale, nel quale si evidenziano le criticità e gli effetti della legge in questione. Il documento dovrebbe essere sottoposto alla Regione allo scopo di sollecitare una proroga dei termini e quindi sospendere la chiusura delle attività in attesa di valutare le osservazioni sugli effetti della legge. I manifestanti, così come le associazioni che hanno contattato gli amministratori regionali in queste settimane, sostengono infatti che l’unica consguenza dellla legge è quella di determinare la chiusura dei punti di gioco legale, e non di contrastare il fenomeno della ludopatia. Posizione che gli amministratori regionali, una rappresentanza dei quali ha ricevuto oggi in audizione Renzo Terrabusi, Stefano Sbordoni e Maurizio Ughi, intendono valutare solo a condizione che le organizzazioni tutte presentino un documento unitario.

Da qui l’urgenza di avviare un primo confronto già in queste ore.  L’esito del confronto tra rappresentanti delle organizzazioni è atteso nelle prossime ore. (nella foto il consigliere Michele Facci a colloquio con i manifestanti. Jamma.it)

 

Emilia Romagna. E’ il giorno degli operatori del gioco: 1300 manifestanti davanti alla sede del Consiglio regionale