Il Consigliere Regionale Andrea Galli, FI, ha presentato oggi in Assemblea del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna una interrogazione circa la situazione delle centinaia di imprese di gioco legale che, per effetto della legge regionale in materia di gioco d’azzardo, potrebbero chiedere a breve. 

“È sicuramente un’interrogazione con caratteristiche d’urgenza, visto che nasce da una scadenza immediata, che è quella del 31 dicembre prossimo venturo. Credo che in quest’aula nessuno sia in contrasto alla lotta alle ludopatie… Dicevo, la lotta alla ludopatia è certamente uno degli obiettivi di chiunque è presente in quest’aula e di chiunque fa parte di un’Amministrazione pubblica, ma questo non toglie che a volte la fretta fa nascere i gattini ciechi (così si dice in tanta saggezza popolare).

Due decreti della Giunta, il decreto n. 831/2017 e il decreto n. 68/2019, hanno dato attuazione a una legge regionale del 2013 che stabiliva l’obbligo per tutte le sale giochi, e per sale giochi si intendono quelle sale dedicate al gioco e anche tutti i punti dove il gioco lecito viene definito, comunque, gioco d’azzardo (per semplicità definiamolo così), una distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili. I luoghi sensibili sono un’ampia categoria, vanno dai luoghi ricreativi ai luoghi di aggregazione giovanile, a chiese, a istituti di culto, insomma tutti i punti dove ci possono essere aggregazioni di cittadini.

Questa legge ha un punto debole, perché una scadenza temporale, ma dà una scadenza temporale, chiamiamola così, a macchia di leopardo. Perché a macchia di leopardo? Perché già nel momento in cui si deve trasferire una di queste sale-giochi il problema è dove trasferirle. La distanza di 500 metri è evidente che nei centri delle nostre città è impossibile da poter gestire, perché nel raggio di 500 metri c’è certamente una chiesa, un istituto sportivo, un istituto scolastico, o un centro aggregazione, quindi queste sale-giochi vanno spostate in periferia. Ma qui c’è un’altra controindicazione: bisogna trovare immobili che abbiano una destinazione urbanistica dedicata.

Le combinazioni quindi fanno sì che alla data del 31 dicembre prossimo venturo, oltre il 90 per cento delle sale-giochi presenti nella nostra regione dovranno chiudere. Poco male, potrebbe dire qualcuno. Invece, il danno è grave: non solo per gli 8.000 lavoratori che perderanno il posto di lavoro; non solo per l’investimento notevole che gli imprenditori hanno dovuto sobbarcarsi negli anni, magari col cambio ripetuto delle macchine da gioco; ma soprattutto perché questa chiusura delle sale da gioco legali sposterà il gioco su altri circuiti, magari della città vicina, che non ha ottemperato, non avendo questa scadenza immediata, a questa regolamentazione; oppure, nella regione vicina, dove magari il gioco è ancora lecito; oppure, molto più probabilmente, ricorrerà al gioco illegale o al gioco su internet, col telefonino, con tutti quei sistemi che ben conosciamo. Mentre noi siamo convinti che le ludopatie vadano combattute con la presenza chiara e visibile dei luoghi dove si svolge il gioco, crediamo che spostare il gioco sui circuiti illegali, o sui circuiti telematici, comporterà molte gravi conseguenze, oltre a quelle che abbiamo detto prima, compreso un crollo dei proventi dalla tassazione per lo Stato.

Noi chiediamo una cosa molto semplice all’Amministrazione: un coordinamento della chiusura delle sale da gioco con le regole nazionali, in attesa, entro il 31 dicembre 2020, che venga fatta una legge nazionale uguale per tutti; oppure, che si possa arrivare ad una regolamentazione uguale in tutta la Regione.

La finalità è molto semplice: evitare che in una città si possa giocare, e che in quella confinante questo sia vietato, evitare un peregrinare fra quelli che hanno la passione del gioco, e mantenere tutto all’interno di un sistema legale.

Io credo che la lotta alle ludopatie si combatta solamente e principalmente con la chiarezza e con l’emersione del gioco. Spostare il gioco legale nel circuito illegale crediamo che sia la cosa peggiore che si possa fare. Personalmente, nel Comune di Modena ho combattuto per molto tempo contro le sale-giochi aperte ad esempio dentro le polisportive, o comunque, in luoghi non a questo dedicati” .

Alla interrogazione in questione il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Giammaria Manghi, ha fatto sapere che la Regione non intende sospendere l’applicazione della legge.

Per fortuna che il sottosegretario non è un medico, altrimenti farsi curare dal sottosegretario che dice “siamo aperti al dialogo, ma intanto chiudono” mi farebbe venire mente quel medico con il paziente morto che, poi, dice “guarderemo le cure ulteriori”., ha replicato il consigliere regionale Galli

“La scadenza del 31 dicembre è prossima. Il dialogo con il morto non sarà un grande dialogo.

No. Lei non ha risposto, in realtà. Ci sono scadenze che non verranno riproposte.

I danni che vengono fatti da questa scadenza sono evidenti: 8.000 posti di lavoro si perderanno, la tassazione lo Stato la perderà, il peregrinare dei giocatori tra una città e l’altra, tra una provincia e l’altra, tra una regione e l’altra continuerà, il gioco verrà spostato sui circuiti illegali. Questo è palese. Chi oggi gioca non smetterà di giocare, ma andrà a giocare su un casinò virtuale o giocherà con il telefonino. Oggi le ludopatie non sono nelle sale giochi. Sono sul telefonino. In questo momento, io qua dentro potrei giocare qualunque cifra su una piattaforma basata, ad esempio, a Malta o in qualche altro posto sperduto nel mondo.

Chiudere le sale giochi non risolverà il problema. Credo di aver combattuto le battaglie contro la ludopatia in assoluto. Ho ribrezzo per chi cade in questo vizio. Chiudere le sale giochi e lasciare aperti ‒ perché è evidente che sarà così ‒ i telefonini o il gioco illegale credo sia una dimostrazione di grande cecità da parte di questa Amministrazione regionale.

Avevo cominciato l’intervento dicendo che la fretta fa nascere i gattini ciechi, ma li fa nascere anche con poca volontà di trovare soluzioni, aggiungo dopo aver sentito la sua risposta”, ha concluso il consigliere di Forza Italia.