Il Consigliere Michele Facci spiega le motivazioni alla base della presentazione di un emendamento alla legge regionale in materia di contrasto al gioco d’azzardo.

L’emendamento prevede l’inserimento di un articolo aggiuntivo, correttivo alla legge sul gioco d’azzardo,  nel quale si impegna la Giunta regionale ad individuare forme più idonee per impedire le gravi conseguenze occuoazionali derivantidall’applicazione delal legge con la quale la REgione Emilia Romagna ha disciplinato in via limitativa l’offerta di gioco pubblico legale.

Il provvedimento, da adottarsi entro 120 giorni, potrà prevedere sia forme di sostegno economico per i lavoratori interessati sia interventi correttivi nell’applicazione degli strumenti e dei criteri attualmente considerati come il distanziometro.

È un emendamento che cerca di sensibilizzare un’amministrazione con tutta evidenza cieca e sorda a qualsiasi istanza del settore, che ha avuto su questo tema un approccio palesemente parziale e ideologico, che confonde il gioco legale con il gioco illegale e che, nella sacrosanta, lo ripeto, lotta alla ludopatia, non si accorge che occorre effettuare differenziazioni, che il primo soggetto che su queste tematiche incassa denari e non si pone alcuno scrupolo è proprio lo Stato a partire dal gioco del lotto e dei suoi derivati, dei gratta e vinci, e così via.“, ha detto in Assemblea il consigliere regionale Michele Facci.

L’emendamento vuole porre l’attenzione su un settore che a mio avviso è stato ingiustamente colpevolizzato nella sua interezza, senza operare, come ho detto, alcun tipo di differenziazione, e che stando alle ultime stime impiega in Regione circa 8.000 persone, che oggi rischiano di perdere il loro posto di lavoro per l’applicazione troppo severa della normativa, tra l’altro, in assenza di una legge-quadro nazionale che metta chiarezza e uniformità nel settore, per evitare sperequazioni anche a livello territoriale“, conclude Facci.