emilia romagna

Presentati dal consigliere Michele Facci (FdI) emendamenti – inerenti il settore del gioco – al progetto di legge regionale dell’Emilia Romagna recante “Misure urgenti per la definizione di interventi da avviare nell’esercizio finanziario 2019”. Il pdl d’iniziativa della Giunta è stato licenziato in Commissione Bilancio nella seduta del 22 ottobre e sarà ora discusso in Assemblea, è infatti inserito nell’ordine del giorno di martedì.

In particolare Facci chiede “all’art. 1 “Oggetto e finalità” del presente progetto di legge, dopo le parole “in materia elettorale” aggiungere le parole: “e nella normativa per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, e nella disciplina delle acque minerali e termali”. L’emendamento non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

Di seguito il testo originale dell’art. 1: “La presente legge detta disposizioni per la definizione di interventi da avviare nell’esercizio finanziario 2019 in settori dell’ordinamento regionale, in particolare nella gestione del patrimonio regionale, nella tutela degli obbligazionisti residenti in regione danneggiati dagli effetti delle recenti crisi bancarie, nel sistema dei trasporti, per il completamento del percorso di riordino territoriale e in materia elettorale”.

Facci chiede poi in un secondo emendamento: “dopo l’art. 12 aggiungere un nuovo articolo: Art. 13. Modifiche alla L.R. 5/2013 – Dopo l’art. 8 della L.R. 5/2013, inserire un nuovo articolo: 8 bis Entrata in vigore – L’entrata in vigore dei divieti di cui alla presente legge, e degli atti amministrativi ad essa collegati e consequenziali, è prorogata al 31.12.2020“. L’emendamento non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

La L.R. 5/2013 al Titolo III – DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI ESERCIZI COMMERCIALI prevede che:

1. l’esercizio delle sale da gioco e l’installazione di apparecchi da gioco di cui all’art. 110 del regio decreto n. 773 del 18 giugno 1931 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) sono soggetti al regime autorizzatorio previsto dalla normativa vigente.

2. Al fine di perseguire le finalita’ di cui all’art. 1 della presente legge e gli obiettivi di cui all’art. 2 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20 (Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio), i Comuni possono dettare, nel rispetto delle pianificazioni di cui all’art. 7, comma 10, del decreto-legge n. 158 del 2012, convertito dalla legge n. 189 del 2012, previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco.

3. Salvo quanto previsto dalla normativa nazionale, per i medesimi obiettivi e finalita’ di cui al comma 2, i Comuni possono disciplinare, nell’ambito dei propri strumenti di pianificazione di cui alla legge regionale n. 20 del 2000, gli elementi architettonici, strutturali e dimensionali delle sale da gioco e delle relative pertinenze.

4. Il personale operante nelle sale da gioco e gli esercenti sono tenuti, secondo quanto previsto dal piano integrato di cui all’art. 2, a frequentare corsi di formazione predisposti dalle AUSL sui rischi del gioco patologico e sulla rete di sostegno. Nel piano integrato saranno individuati, anche in relazione al numero di apparecchi, di cui all’art. 110, comma 6, del R.D. n. 773 del 1931, installati nella sala da gioco, i soggetti cui sono rivolti i corsi di formazione.

5. All’interno delle sale da gioco, i gestori sono tenuti ad esporre: un test di verifica, predisposto dalla Ausl competente per territorio, per una rapida autovalutazione del rischio di dipendenza, e i depliant informativi riguardo la disponibilita’ dei servizi di assistenza attivati nell’ambito del piano integrato di cui all’art. 2.

6. L’inosservanza delle disposizioni di cui ai commi 4 e 5 e’ punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 a 10.000 euro. Nel caso di reiterazione delle violazioni stesse, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione temporanea dell’esercizio dell’attivita’ da 10 a 60 giorni.

7. Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 6, sono applicate dall’Ausl territorialmente competente. I proventi sono destinati al finanziamento dei piani di zona di ambito distrettuale, di cui all’art. 29 della legge regionale 12 marzo 2003, n. 2 (Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali), per la realizzazione delle finalita’ di cui alla presente legge.

8. Gli esercenti le attivita’ esistenti alla data di approvazione del piano integrato di cui all’art. 2 assolvono gli obblighi di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo entro un anno dall’entrata in vigore del piano stesso.

Inoltre:

1. E’ istituito il marchio regionale «Slot freE-R».

2. Il marchio «Slot freE-R» e’ rilasciato dalla Regione Emilia-Romagna agli esercenti di esercizi commerciali, ai gestori dei circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento che scelgono di non installare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d’azzardo.

3. I Comuni istituiscono un pubblico elenco degli esercizi in possesso del marchio «Slot freE-R».