ticket redemption

“Consigliere, le fornisco la risposta, anche se datata. Naturalmente, è la risposta che impegna il mio assessorato e l’assessorato dell’assessore Corsini. È una risposta che dà modo di raccontare quello che è stato fatto, quindi che non c’è stata questa moratoria”.

Lo ha detto in Aula l’assessore Venturi nel replicare all’interpellanza a firma Tagliaferri e Facci circa le azioni da attuare per dare corso ad approfondimenti riguardanti problematiche relative alle ludopatie ed al divieto assoluto di gioco per i minori di anni 18.

“Le opinioni dei singoli possono essere differenti rispetto alle politiche complessive. Io le dico solo che su alcune delle considerazioni che lei ha fatto posso avere molti punti di contatto, nel senso che è del tutto evidente, anche soltanto passando fuori da dove si fanno queste attività di cosiddette “sale giochi”, dove ci sono dei bambini piccoli o ci sono dei ragazzini, si fanno attività dove vengono distribuiti questi bigliettini e poi si va a prendere il peluche o quello che è. Detto questo, l’attività non è stata soggetta a moratoria, quindi è proibita. È proibita perché all’interno delle discussioni che abbiamo fatto, sia in Giunta che con la maggioranza, questo è stato deciso, naturalmente nell’ambito delle pratiche di democrazia alle quali ci sottoponiamo volentieri e quindi sta funzionando. Se non altro si risparmieranno dei soldi da parte delle famiglie, se non si avrà un’efficacia rispetto a uno sviluppo ulteriore della ludopatia. Poi, se volessimo parlare di ludopatia, naturalmente dovremmo parlare anche delle ludopatie che i nostri figli o i nostri nipoti rischiano. Sicuramente, dal punto di vista del rischio, hanno certamente un rischio molto maggiore anche soltanto facendo i giochi che si scaricano gratuitamente da internet. Per ticket redemption si intendono gli apparecchi meccanici ed elettromeccanici, attivabili con moneta, con gettone o con altri strumenti elettronici di pagamento, che distribuiscono tagliandi direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita. Accumulando tali tagliandi si possono ottenere premi, in alcuni casi anche di discreto valore (tablet e simili). Secondo alcune evidenze l’utilizzo di questi apparecchi induce nei minorenni l’abitudine al gioco d’azzardo, essendo spesso nullo il ruolo dell’abilità del giocatore. Esistono poi altre evidenze che sottolineano quanto sia dannosa l’esposizione degli adolescenti a giochi d’azzardo, o a meccanismi che lo simulano, anche in assenza di vincite in denaro. Molti di tali apparecchi, infatti, sono identici come meccanismo di funzionamento alle slot machine, in quanto provocano le stesse sensazioni e prevedono delle vincite casuali, che è proprio il meccanismo che causa la dipendenza negli adulti.

In alcune regioni italiane si è deciso di vietare gli apparecchi di ticket redemption ai minori di 18 anni: oltre all’Emilia-Romagna anche Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Piemonte. I ticket sono inoltre vietati in Francia, mentre in Florida e negli Stati Uniti, la Walt Disney World ha deciso di eliminare i redemption games e le macchine con braccio gru nei suoi centri di intrattenimento per famiglie. Nella nostra regione il divieto è stato introdotto attraverso una modifica della legge regionale 5 del 2013, che ha dato mandato alla Giunta regionale, sentite le associazioni degli esercenti e attraverso l’Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo, di disciplinare tale divieto con un proprio atto. La Giunta regionale, con deliberazione 401 del 2019, ha previsto gli obblighi a carico degli esercenti, le sanzioni, la decorrenza del divieto. Poiché il divieto si rivolge ai minori di età, la responsabilità per avere consentito o non impedito il loro utilizzo dei ticket redemption incombe su chi esercita la potestà genitoriale, ma coinvolge anche gli esercenti dei locali in cui detti apparecchi sono collocati, i quali sono obbligati, primo, ad affiggere la locandina regionale in cui viene menzionato il divieto di utilizzo dei ticket redemption da parte dei minori di età; secondo, ad affiggere in modo visibile su ogni apparecchio oggetto del divieto un avviso in cui deve essere indicato che il loro utilizzo è vietato ai minori di età; terzo, ad accertarsi dell’età del cliente, tranne nei casi in cui la sua maggiore età sia manifesta, nelle seguenti situazioni: quando viene acquistato il gettone per l’utilizzo dei giochi vietato ai minori oppure quando viene ritirato il premio derivante dalla vincita degli apparecchi ticket redemption.

Ferma restando la competenza degli organi statali di vigilanza e controllo, ai sensi della normativa vigente, i comuni devono prevedere nei propri regolamenti gli obblighi a carico degli esercenti e le sanzioni amministrative nei casi di inosservanza, che sono prioritariamente applicate dal comune sul cui territorio viene accertata l’infrazione. Sulla base delle considerazioni sopra riportate, quindi, non si ritiene di dover prevedere alcuna sospensione dell’efficacia del provvedimento citato“.

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