emilia romagna

Questa interpellanza in realtà è un po’ datata, alla quale tra l’altro aveva fatto seguito anche la presentazione di una risoluzione sulla quale quest’aula, lo dico per completezza, si è già espressa. È però l’occasione per interagire con l’assessore, quindi con la Giunta, su una disposizione di legge a nostro avviso estremamente severa, assessore”.

Lo ha detto in Aula il consigliere Facci nel presentare l’interpellanza circa le azioni da attuare per dare corso ad approfondimenti riguardanti problematiche relative alle ludopatie ed al divieto assoluto di gioco per i minori di anni 18, di cui è firmatario con il consigliere Tagliaferri.

“Seppure questa disposizione di legge, infatti, si inserisce in un contesto normativo che noi abbiamo sottoscritto, che comunque quest’aula ha sostanzialmente condiviso, quello della normativa contro la ludopatia, quindi per mettere in campo tutte le iniziative possibili per combattere questa piaga, per prevenire la diffusione di fenomeni e intervenire, in maniera anche rigorosa su tutte quelle attività che effettivamente possono comportare lo sviluppo di una vera e propria dipendenza da gioco d’azzardo. Il punto è che a nostro avviso, all’interno di questa normativa ampiamente considerata, c’è una parte che non può essere severamente contestata e perseguita: parlo di quelle sale giochi che sono ampiamente diffuse nelle realtà turistiche, in particolare nella nostra riviera, per intenderci, al cui interno vi sono dei giochi che non generano vincite di denaro, ma che emettono dei bigliettini poi collegabili a dei premi. Uno degli aspetti a nostro avviso estremamente penalizzanti è quello che si interviene anche sul minore, a prescindere che sia o non sia coi genitori. Questi giochi, queste macchine, sono sostanzialmente proibiti a prescindere. Si consideri che la tipologia di frequentazione, di chi in genera frequenta queste sale giochi, sono prevalentemente famiglie. Sulla base anche, a nostro avviso, di una non provata, dal punto di vista medico-scientifico, il fattore di dipendenza, cioè il fatto che queste macchinette comunque possano indurre un’eventuale dipendenza, possano generare o in qualche modo abituare alla dipendenza, questo specifico tipo di macchinette non risulta a noi essere dimostrato. La richiesta è molto semplice, cioè se non si ritiene era stata fatta a maggio; oramai siamo a metà luglio ‒ vista la stagione estiva che in quel momento stava per iniziare, di sospendere (non abolire, ma sospendere) per una riflessione sulla effettiva portata di questo divieto che colpisce prevalentemente le famiglie su dei dati che non sono, per quanto consta a noi, scientificamente sostenuti e dimostrati. La richiesta era una sorta di moratoria per poi arrivare a un approfondimento con le categorie, con i portatori di interesse, ma certamente anche con le strutture tecniche della Regione, per valutare la bontà effettiva di una norma, a nostro avviso eccessivamente penalizzante“.

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