“Questa giunta ha tra i suoi obiettivi quello di contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo. A tale scopo è stata adottata una deliberazione del 2016 in attuazione dei principi previsti dalla legge regionale del 2013 che riconosce forme di premialità per gli esercenti che dismettono le slot machine ed espongono il marchio regionale ‘Slot Free E-R’. Ad oggi non esistono strumenti normativi che ci consentono di soddisfare la richiesta della consigliera, stanziando fondi a favore della riconversione delle sale slot, ma non si esclude che in futuro si possano prevedere nuove forme di incentivo per la dismissione degli apparecchi da gioco da parte degli esercizi commerciali”. E’ quanto ha detto in consiglio regionale dell’Emilia Romagna il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi rispondendo all’interpellanza della consigliera Giulia Gibertoni (Misto) in merito alle azioni da intraprendere per disincentivare il gioco pubblico.

E ancora: “Al momento la giunta non prevede una maggiorazione Irap per le attività in cui siano presenti apparecchi per il gioco d’azzardo. Tale aumento, incidente sull’intera attività commerciale, ad oggi comporterebbe un rischio di chiusura per gli esercizi interessati, anche alla luce della crisi portata dal lockdown”.

Infine: “E’ stato affidato all’azienda Asl dell’Emilia Romagna nell’ambito del piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo patologico il mandato di realizzare uno studio epidemiologico sul fenomeno. L’azienda ha così sottoscritto una convenzione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche la quale effettua già un’analoga ricerca a livello nazionale. L’obiettivo è di rilevare elementi e indicatori tali da fornire maggiori informazioni a livello regionale e provinciale sulle principali caratteristiche del comportamento di gioco nella popolazione generale e in quella studentesca. Gli obiettivi specifici dello studio mirano ad acquisire un quadro conoscitivo della diffusione del fenomeno, analizzare le caratteristiche del comportamento di gioco, profilare i giocatori sulla base dei vari gradi di potenziale problematicità associata al comportamento di gioco e analizzare l’associazione tra comportamento di gioco, stile di vita, caratteristiche individuali e ambientali. Il gruppo di ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica ha avviato due studi Gap su un campione rappresentativo della popolazione geneale (18-84 anni) e su un campione rappresentativo della popolazione studentesca (15-19 anni). Il report sarà disponibile entro il prossimo mese di luglio. I dati relativi all’accesso all’azienda sanitaria relativi alle problematiche con il gioco d’azzardo dimostrano un incremento costante: 1.110 persone nel 2013, 1.382 nel 2016 e 1.724 nel 2019”.

In replica la consigliera Gibertoni ha affermato: “Non basta più dire che le leggi ci sono. Farò altre proposte perchè ritengo che in una società permeabile alle dipendenze dovremmo essere tutti un po’ più allarmati. Le normative si possono cambiare. Da un lato non si fa abbastanza ‘moral suasion’ e dall’altro la legislazione non è ben applicata. Gli intenti ci sono, la legislazione c’è, manca la parte della concretezza”.

Nel presentare l’interpellanza Gibertoni aveva spiegato: “Chiedo di poter trovare delle compensazioni, degli incentivi, per poter disincentivare il gioco d’azzardo. Sul gioco d’azzardo non si può procedere solo per divieti, non sono efficaci. C’è una legislazione regionale, ma è la sua applicazione che manca. Non ci sono abbastanza controlli, ci sono troppe deroghe. E’ necessario dare incentivi. La mia proposta in particolare è quella di adottare nei tempi più rapidi possibili contributi regionali finalizzati ad incentivare la riconversione e la copertura delle spese di tale riconversione, in favore degli esercizi pubblici, commerciali, dei circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento, che scelgono di disinstallare apparecchi per il gioco d’azzardo lecito e contestualmente adottare una maggiorazione dell’Irap per gli esercizi pubblici, commerciali e i circoli privati nei cui locali sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, per la copertura dei suddetti contributi regionali, per operare senza aggravio di costi per il bilancio regionale”.

Questo le richieste avanzate alla giunta nell’interpellanza: “se intende adottare nei tempi più rapidi possibili contributi regionali finalizzati ad incentivare la riconversione e la copertura delle spese di tale riconversione, in favore degli esercizi pubblici, commerciali, dei circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento, che scelgono di disinstallare apparecchi per il gioco d’azzardo lecito; se intende contestualmente adottare una maggiorazione dell’Irap per gli esercizi pubblici, commerciali e i circoli privati nei cui locali sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, per la copertura dei suddetti contributi regionali, per operare senza aggravio di costi per il bilancio regionale; se intende realizzare uno studio per l’acquisizione di un quadro conoscitivo relativo alla diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo sul territorio regionale, attraverso l’analisi delle caratteristiche socio- demografiche, il comportamento di gioco, il grado di problematicità correlato e la percezione del rischio, nonché la raccolta delle esperienze e l’individuazione di buone prassi, in vista sia di campagne informative e di sensibilizzazione sia della elaborazione di protocolli diagnostico terapeutici applicativi; i dati aggiornati in possesso della Regione, relativi alla diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo sul territorio regionale, per singolo ambito provinciale”.