Una domenica di caos quella di ieri per le attività di gioco legale. A seguito dell’entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dell’ 8 marzo 2020 è stata imposta la chiusura di sale giochi e sale scommesse. Non senza le difficoltà e i dubbi del caso, in considerazione del fatto che nessuno ha fornito delucidazioni e chiarimenti ufficiali sul da farsi.

Così dalla mattina, più o meno certi su quanto fosse giusto fare, gli esercenti hanno cominciato a chiudere le sale giochi.

I concessionari di rete, dal canto loro, non hanno potuto far altro che inviare comunicazioni, spesso molto stringate, illustrando le ultime novità. Peccato che nella maggior parte dei casi si trattava di una semplice informativa con allegato il testo del Decreto, senza particolari dettagli su come fosse giusto comportarsi.

In alcuni casi il concessionario ha provveduto a disconnettere l’apparecchio da gioco, in special modo i terminali Vlt e le Awp, che risultavano installati all’interno delle sale giochi.

Cosa che, nella mattinata, ha alimentato ulteriormente i dubbi degli operatori. Qualcuno di loro ha ipotizzato che le sale Vlt non potessero essere equiparate alle sale giochi e slot a cui si fa riferimento nel decreto. Sulla base di queste considerazioni e ritenendo che all’interno di queste sale si potesse giocare mantenendo una distanza di almeno un metro tra le persone (che specificato per i bar) ha preferito non chiudere in attesa di comunicazioni ufficiali in merito.

Nella giornata di ieri l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per tramite del direttore Minenna, ha fatto sapere di aver messo in campo una task force. Per oggi il settore si attende di avere indicazioni chiare.