“Il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, cosiddetto “Sostegni-bis”, ha previsto questo fondo destinato esplicitamente alle attività forzatamente chiuse; non a coloro semplicemente che sono stati danneggiati, ma coloro che per almeno quattro mesi non hanno potuto, in virtù dei decreti emanati dal Governo e dalle autorità, svolgere alcun tipo di attività. Evidentemente il decreto-legge è in pendenza di conversione; ciononostante ci siamo attivati, esiste già una bozza di decreto condiviso con le amministrazioni interessate, in particolare con il Ministero dell’Economia e delle finanze. Naturalmente, se il Parlamento volesse aumentare lo stanziamento della misura, sarebbe evidentemente benvenuto, e questa misura, che poi dovrà essere ovviamente notificata alla Comunità europea, si basa sul riconoscimento di un contributo a fondo perduto, la cui quantificazione poi, rispetto a una base definita uguale per tutti, è parametrata all’ammontare dei compensi nel 2019″. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (nella foto), rispondendo in Aula alla Camera a un’interrogazione della Lega presentata da Lino Pettazzi: “Premesso che, per effetto delle misure di contenimento per il contrasto all’emergenza COVID, negli ultimi mesi numerose attività sono state interessate dai provvedimenti di carattere restrittivo stabiliti con decretazione d’urgenza. Al fine di sostenere economicamente le suddette attività danneggiate dalle chiusure, nell’ultimo provvedimento adottato dal Governo è stato previsto lo stanziamento di risorse ad hoc per un ammontare complessivo di 100 milioni di euro per l’anno 2021, destinate a tutti gli operatori del settore. Si evidenzia, dunque, il preminente obiettivo di favorire la ripartenza delle attività commerciali anche mediante la previsione di interventi economici idonei a compensare adeguatamente i cali di fatturato che sono seguiti alle sopramenzionate restrizioni. Le chiediamo quindi, signor Ministro, entro quali termini e con quali modalità attuative saranno erogate le risorse sopramenzionate, indispensabili in specie alla fase di ripresa economica post pandemia”.

Giorgetti ha proseguito: “Naturalmente c’è, elencato in base ai codici Ateco, l’universo dei soggetti che, appunto, in relazione alla chiusura, faccio esempi per intenderci, i locali da ballo sono il tipico caso, le piscine al chiuso sono il tipico caso, che ancora oggi sono chiuse e non possono, in virtù di un decreto, avere nessun tipo di attività. Per quanto riguarda le modalità attuative, si è previsto il ricorso a un sistema caratterizzato da un notevole livello di automatismo, con l’obiettivo di garantire la più celere attuazione delle procedure e favorire così la ripartenza delle attività economiche interessate, speriamo al più presto, anche per quelle a cui manca ancora una data precisa di riapertura. In tale ottica si è proposta una modalità particolarmente semplificata, con presentazione della richiesta in via telematica e autocertificazione della sussistenza dei requisiti da parte dell’interessato, che si sostanziano essenzialmente delle indicazioni dell’attività ricompresa tra quelle oggetto di chiusura forzata per più di quattro mesi, dei ricavi e del periodo di chiusura, mentre per le modalità concrete di effettuazione della richiesta e i termini di presentazione saranno fornite specifiche istruzioni da parte dell’Agenzia delle entrate con proprio provvedimento. Naturalmente noi abbiamo in qualche modo anticipato tutta la procedura, in modo da essere pronti immediatamente, nel momento in cui il decreto-legge viene convertito e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ad offrire questa possibilità di sostegno a chi in particolare è stato pesantemente danneggiato non soltanto nell’attività, ma anche proprio nella propria dimensione umana, non potendo in alcun modo svolgere alcun tipo di attività”.

Questa la replica di Pettazzi: “Mi rapporto quotidianamente con decine di imprenditori, che fortunatamente, nelle ultime settimane, stanno intravedendo un ritorno, seppur lento, alla normalità. Sappiamo benissimo che dovremo stringere i denti e lottare ancora a lungo per recuperare i danni subiti, soprattutto quelli economici. Questo è quanto è emerso anche dalle moltissime audizioni negli ultimi mesi delle associazioni di categoria in Commissione attività produttive. Quanto abbiamo poc’anzi ascoltato va proprio nella direzione che auspicavamo; un sollievo per moltissime attività costrette alla chiusura e che, per ripartire, hanno assolutamente bisogno di sostegno sia economico, ma anche morale. Dico questo perché per un imprenditore è indispensabile sapere di poter contare sulle istituzioni a tutti i livelli. Per questo ci riteniamo molto soddisfatti della risposta e, a nome del gruppo Lega-Salvini Premier, la ringrazio e le auguro buon lavoro”.