“Richiamo l’attenzione del Governo e dei relatori sulla necessità di dare un segnale a favore del settore del gioco pubblico legale che occupa circa 140.000 famiglie e produce un gettito per il bilancio dello Stato pari a circa 10 miliardi di euro”.

E’ quanto dichiarato in Commissione Bilancio alla Camera dal deputato di Forza Italia, Mauro D’Attis (nella foto), illustrando in riferimento al Dl Rilancio l’articolo aggiuntivo 65.07, a sua prima firma, volto a prevedere un credito d’imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute, da riconoscere ai soggetti che abbiano provveduto all’adeguamento tecnologico degli apparecchi da gioco. Emendamento poi respinto dalla Commissione.

D’Attis ha sottolineato altresì “l’importanza di un intervento normativo a favore del richiamato settore anche per contrastare il settore del gioco illegale, così come da tempo evidenziato dalle associazioni di categoria nonché dai rappresentanti della Polizia di Stato e della Guardia di finanza”. Al riguardo, nel ringraziare il presidente Borghi per la sensibilità dimostrata nel ricevere i rappresentanti del settore del gioco legale, ha chiesto al Governo e ai relatori che “nell’ambito del decreto-legge in esame si dia un segnale anche in considerazione del fatto che sono stati presentati diversi emendamenti anche da parte dei gruppi di maggioranza. Su tale delicata questione occorre evitare un atteggiamento di mero pregiudizio politico e che sia necessario procedere a un riordino normativo dell’intero settore. Numerosi provvedimenti legislativi sono spesso finanziati proprio con le entrate derivanti dal gioco legale”. Su tali criticità ha chiesto “una presa di posizione chiara da parte del Governo e della maggioranza e un’assunzione di responsabilità da parte del Parlamento chiamato anche ad una presa di posizione contro il gioco illegale”. Nel ricordare la recente manifestazione svoltasi a Piazza
del Popolo, che ha visto la partecipazione di oltre 5.000 persone, il deputato ha insistito “perché siano accantonati tutti gli emendamenti che affrontano tale delicata questione al fine di dare adeguate risposte”.

Paolo Russo (Fi) ha evidenziato come la discussione su tale emendamento “pone all’attenzione della Commissione un tema più generale, ossia la volontà del Governo e della maggioranza sull’abolizione del gioco legale nel nostro Paese, posizione che sarebbe legittima ma che deve essere dichiarata in modo esplicito. In caso contrario non ha invece senso discriminare con pervicacia gli operatori economici del comparto del gioco per ragioni puramente pregiudiziali. Tale discriminazione va a favorire le forme digitali di gioco da remoto, che, oltre ad essere spesso illegali, privano lo Stato delle preziose risorse economiche derivanti dal prelievo erariale applicato al gioco d’azzardo”. Russo ha condiviso pertanto la richiesta dell’onorevole D’Attis, “al fine di comprendere quale risposta il Governo e la maggioranza intendono dare al settore del gioco, anche con lo scopo di dare maggiore concretezza alla lotta contro la ludopatia”.