“Norma centrale del decreto in esame è l’articolo 3 che, introducendo l’articolo 9-bis nel decreto-legge n. 52 del 2021, opera, con efficacia dal 6 agosto 2021, una revisione degli ambiti per i quali è richiesta la certificazione verde COVID-19″. Così il deputato Luca Rizzo Nervo (PD), relatore, introduce in Aula della Camera il dl Green Pass.

“Viene quindi – aggiunge – subordinato al possesso di una certificazione verde COVID-19 in corso di validità l’accesso ai seguenti servizi e ambiti: servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, se al chiuso, ad eccezione dei servizi di ristorazione all’interno di alberghi e di altre strutture ricettive, riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati (come specificato attraverso un emendamento approvato in Commissione affari sociali); spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive; musei, altri istituti e luoghi della cultura (biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali e mostre); piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso; sagre, fiere, convegni e congressi; centri termali, salvo che per gli accessi necessari all’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e allo svolgimento di attività riabilitative o terapeutiche (come precisato anche in questo caso dall’approvazione di un emendamento in Commissione).

Ancora: parchi tematici e di divertimento, centri culturali e centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso, con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi e le relative attività di ristorazione, feste conseguenti alle cerimonie civili e religiose, attività di sale gioco e sale scommesse, sale bingo e casinò e, infine, i concorsi pubblici”.